mercoledì 5 agosto 2015

New Animated Short: G.K. Chesterton on Gratitude | Prime Cuts

Kelsey Doherty ha creato questo simpatico corto animato, basato su Chesterton e sui testi della trasmissione "The Apostle of Common Sense" di Dale Ahlquist andata in onda per anni sull'emittente satellitare EWTN.

È sulla gratitudine, anche se in inglese i simpatici disegni fanno ben capire il senso di tutto.


http://www.prime-cuts.org/2015/08/new-animated-short-g-k-chesterton-on-gratitude/

A proposito del leone Cecil...

Tweet di G.K. Chesterton su Twitter

G.K. Chesterton (@GKCDaily)
I protest against the power of mad minorities to treat the majority as if it were another minority.

Molto attuale - guardate cosa sono capaci di fare quattro gatti con la questione del gender...

Tweet di G.K. Chesterton su Twitter

G.K. Chesterton (@GKCDaily)
The test of democracy is not whether the people vote, but whether the people rule.

È interessante.


Inviato da iPhone

lunedì 3 agosto 2015

Max Beerbohm chiede a Chesterton di incontrarlo e conoscersi

Questo breve affettuoso biglietto è del famoso Max Beerbohm, artista, caricaturista, conduttore radiofonico, saggista e poi amico di Chesterton. Il nostro Gilbert lo menziona anche nella sua autobiografia, quando ricorda un incontro con Ezra Pound proprio nella casa di Beerbohm a Rapallo.
Beerbohm (Henry Maximilian Beerbohm, precisamente) nasce nel 1872 nella stessa Kensington in cui nacque Chesterton due anni dopo. Morì nel 1956 a Genova.
Era un personaggio molto brillante, ammiratore di Oscar Wilde, piuttosto originale e chiacchierato. Molto diverso da Chesterton, che lo incontra all'inizio della sua carriera e quando Beerbohm è già abbastanza noto.
Il biglietto è un'eloquente prova del riscontro che Chesterton ebbe da subito, e della sua capacità di svegliare cose buone nel cuore delle persone che lo leggevano, le più disparate.

Beerbohm nel 1908

4 Maggio 1902

Caro signor Chesterton,

di rado ho avuto il desiderio di incontrare qualcuno in particolare; ma mi piacerebbe tanto incontrarla.
Non mi necessita spiegarle chi sono perché il nome alla fine di questo biglietto è uno di quelli che lei ha lasciato entrare più di una volta nei suoi scritti.

Per via di una conoscenza personale e privata, posso dire che mia madre era amica di sua nonna, la signora Grosjean, e anche di sua madre. Come ho detto, mi piacerebbe incontrarla. D'altra parte, è plausibile che lei non abbia la stessa ansia di incontrarmi. In questo caso non ci sarebbe niente di più semplice che dire che lei è molto impegnato, o che sta poco bene, o che andrà fuori città e quindi non potrà come avrebbe voluto pranzare con me il prossimo mercoledì o il prossimo sabato all'una e mezza.

Che lei venga o no,

Suo con ammirazione
Max

P.S.: Sono piuttosto diverso dai miei scritti (e così oso dire che anche lei lo sia) per cui non dovremmo faticare ad andare d'accordo. Io, nell'aspetto fisico, sono modesto, pieno di senso comune, molto geniale e piuttosto noioso. Come è lei è tutto da vedere - o da non vedere, dipende dalla sua decisione. Qualunque risposta a questa lettera sarebbe meglio che fosse indirizzata in 48 Upper Berkley ST W perché il portiere di questo club è uno che tira molto per le lunghe.

Autocaricatura di Max Beerbohm

sabato 1 agosto 2015

Le buone letture dell'uomo comune- di Fabio Trevisan (da Riscossa Cristiana)

"Il primo vantaggio della buona letteratura è che impedisce all'uomo di essere soltanto moderno. Essere soltanto moderni significa condannarsi alla più profonda meschinità"

.

zzzzchtrtnucmn

Nell'avvicinarsi delle ferie estive, molti sono coloro che si dilettano a consigliare quali libri portarsi da leggere sotto l'ombrellone o nei rifugi montani, alla sera prima di addormentarsi, dopo una faticosa camminata sui sentieri e tra i boschi. Anche Gilbert Keith Chesterton (1874-1936) aveva affrontato questo tema: "Sulla lettura" in un breve ma profondo saggio che si può leggere nel volume: "L'uomo comune". Ancora una volta è stupefacente l'attualità delle sue osservazioni che stimolano le nostre riflessioni: "Il cammino dei secoli antichi è disseminato di uomini moderni deceduti". 

Cosa intendeva dire il grande scrittore inglese, in quel suo inimitabile stile intelligente e paradossale? Intendeva farci riflettere sul significato di ciò che è "classico" e di ciò che viene chiamato "moderno": "La letteratura, quella classica e immortale, fa di tutto per ricordarci continuamente la verità nella sua totalità e per bilanciare le idee antiche e diverse con le idee che ci potrebbero per un momento attrarre". Chesterton ci proponeva (e ci propone tuttora) il confronto tra un vecchio mondo che si vorrebbe abbandonare per le lusinghe e gli allettamenti del mondo moderno. Ecco come impostava la questione in modo preciso ed avvincente: "Di tanto in tanto nella storia dell'umanità, ma soprattutto in epoche inquiete come la nostra, compare una certa classe di cose. Nel vecchio mondo si chiamavano eresie. Nel mondo moderno si chiamano mode". Nel classico e antico confronto tra le eresie e l'ortodossia, tra le pazzie del mondo moderno e la verità tutta intera sull'uomo comune stavano accesi i riflettori su questa vitale questione.

Che cos'era quindi l'eresia? Cosa aveva a che fare tutta questa meditazione sul valore della lettura? Chesterton, nel prosieguo del saggio, definiva in questo modo l'eretico: "L'eretico, come il fanatico, non è un uomo che ama troppo la verità, nessun uomo può amarla troppo. L'eretico è un uomo che ama la sua verità più della verità stessa. Alla verità piena che ha scoperto l'umanità egli preferisce la mezza verità che ha scoperto lui". Il grande scrittore londinese, nel richiamare la verità piena dell'umanità, non si riferiva in alcun modo ai progressismi ideologici di una massa di uomini dedita alla liberazione da fardelli ritenuti iniqui. Ribadiva invece in modo inequivocabile il principio da cui muoversi, con queste sostanziali parole: "La tesi è questa: l'emancipazione moderna si è rivelata una nuova persecuzione dell'uomo comune… l'unica cosa che ha vietato è il senso comune, per come sarebbe stato compreso dalla gente comune". Ed ancora sottolineava, a scanso di equivoci: "Il progresso, inteso come il progresso che è progredito a partire dal XVI secolo, ha perseguitato soprattutto l'uomo comune". 


chesterton

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1° agosto 2015

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Le buone letture dell'uomo comune       = = = = = = = = =     

di Fabio Trevisan

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"Il primo vantaggio della buona letteratura è che impedisce all'uomo di essere soltanto moderno. Essere soltanto moderni significa condannarsi alla più profonda meschinità"

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zzzzchtrtnucmn

Nell'avvicinarsi delle ferie estive, molti sono coloro che si dilettano a consigliare quali libri portarsi da leggere sotto l'ombrellone o nei rifugi montani, alla sera prima di addormentarsi, dopo una faticosa camminata sui sentieri e tra i boschi. Anche Gilbert Keith Chesterton (1874-1936) aveva affrontato questo tema: "Sulla lettura" in un breve ma profondo saggio che si può leggere nel volume: "L'uomo comune". Ancora una volta è stupefacente l'attualità delle sue osservazioni che stimolano le nostre riflessioni: "Il cammino dei secoli antichi è disseminato di uomini moderni deceduti". 

Cosa intendeva dire il grande scrittore inglese, in quel suo inimitabile stile intelligente e paradossale? Intendeva farci riflettere sul significato di ciò che è "classico" e di ciò che viene chiamato "moderno": "La letteratura, quella classica e immortale, fa di tutto per ricordarci continuamente la verità nella sua totalità e per bilanciare le idee antiche e diverse con le idee che ci potrebbero per un momento attrarre". Chesterton ci proponeva (e ci propone tuttora) il confronto tra un vecchio mondo che si vorrebbe abbandonare per le lusinghe e gli allettamenti del mondo moderno. Ecco come impostava la questione in modo preciso ed avvincente: "Di tanto in tanto nella storia dell'umanità, ma soprattutto in epoche inquiete come la nostra, compare una certa classe di cose. Nel vecchio mondo si chiamavano eresie. Nel mondo moderno si chiamano mode". Nel classico e antico confronto tra le eresie e l'ortodossia, tra le pazzie del mondo moderno e la verità tutta intera sull'uomo comune stavano accesi i riflettori su questa vitale questione.

Che cos'era quindi l'eresia? Cosa aveva a che fare tutta questa meditazione sul valore della lettura? Chesterton, nel prosieguo del saggio, definiva in questo modo l'eretico: "L'eretico, come il fanatico, non è un uomo che ama troppo la verità, nessun uomo può amarla troppo. L'eretico è un uomo che ama la sua verità più della verità stessa. Alla verità piena che ha scoperto l'umanità egli preferisce la mezza verità che ha scoperto lui". Il grande scrittore londinese, nel richiamare la verità piena dell'umanità, non si riferiva in alcun modo ai progressismi ideologici di una massa di uomini dedita alla liberazione da fardelli ritenuti iniqui. Ribadiva invece in modo inequivocabile il principio da cui muoversi, con queste sostanziali parole: "La tesi è questa: l'emancipazione moderna si è rivelata una nuova persecuzione dell'uomo comune… l'unica cosa che ha vietato è il senso comune, per come sarebbe stato compreso dalla gente comune". Ed ancora sottolineava, a scanso di equivoci: "Il progresso, inteso come il progresso che è progredito a partire dal XVI secolo, ha perseguitato soprattutto l'uomo comune". 

Sulla scorta di queste audaci considerazioni possiamo quindi cercare di capire quali letture si potrebbero consigliare, che non traviassero ma semmai elevassero l'uomo comune: "Tutte le idee nuove si possono trovare nei libri vecchi… I grandi scrittori non trascuravano una moda solo perché non l'avevano pensata, ma perché, pensandoci, ne avevano trovato anche tutte le risposte". Con un'immagine che lascio anch'io, come Chesterton, alla riflessione sul valore della lettura, propongo quella di vederci su una carrozza di un treno, interpellandoci su quali binari la locomotiva ci sta portando: "La mentalità moderna sono i binari, la nostra abitudine a essere soddisfatti di stare nei binari perché ci viene detto che sono binari di cambiamento… Faccio notare che della mente moderna si dice spesso che procede entro i binari, piuttosto che in carreggiata. Il termine "carreggiata" era comunemente usato in riferimento ai solchi lasciati dai carri, in un tempo in cui a trainarci erano cavalli in carne e ossa… E'questa la sostanza di ciò che intendo dire quando parlo di binari moderni, ossia che la loro unica forma di progresso è il procedere sempre più velocemente lungo una sola linea, in un'unica direzione. Questo mi pare il segno distintivo di ciò che nel mondo chiamiamo "pensiero progressista". Esso è limitato nel senso più esatto del termine. E' tutto in una direzione, è limitato dal suo progredire, dalla sua velocità". 

Credo che anche dei sani e buoni libri ci possano indicare su quali binari stiamo procedendo. Chesterton ci ha indicato la strada. Spetta a noi decidere quale intraprendere. Buona lettura a tutti!


venerdì 31 luglio 2015

The Lion Sleeps Tonight - Dale Ahlquist scrive della storia dell'uccisione del leone su Crisis Magazine

Non ci crederete ma il povero malaccorto dentista che ha ucciso il famoso leone per cui si sono sollevate le maggiori testate mondiali (che hanno taciuto di fronte alla vendita di pezzi di bambini abortiti da parte di Planned Parenthood) è un vicino di casa di Dale, che abita a Bloomington…

Ecco cosa dice Dale:

He is now a marked man, a wanted criminal. His business is in shambles, his patients all scattered to other dental clinics across the Twin Cities (nostra traduzione: ora egli è un uomo segnato, un ricercato. Il suo lavoro è un disastro, i suoi pazienti sparsi tra altri studi dentistici in giro per le Città Gemelle).
Ma qual è il nesso tra il triste commercio di Planned Parenthood (per cui quasi nessuno si indigna) e l'uccisione del leone Cecil?
Attenti, ovviamente c'è sempre di mezzo il nostro caro Chesterton!
Grazie, Dale!

http://www.crisismagazine.com/2015/the-lion-sleeps-tonight

Il 30 Luglio 1922 GKC divenne cattolico...

Ce ne siamo ricordati oggi ma va bene lo stesso (vedere il nostro motto).

Avvenne a Beaconsfield, in quella che allora fungeva da chiesa cattolica, e cioè la sala dell'Hotel della Stazione Ferroviaria (Railway Station Hotel).

Oggi non c'è più ma il luogo è noto.

Fu una bella giornata.

Qui nel blog ce n'è traccia. Il mio nome è Lazzaro, e io sono vino, disse GKC.

Grazie, Gesù, per questo dono, novantatré anni fa. Fresco di giornata.

giovedì 30 luglio 2015

Fuochi verranno attizzati... spade s'incroceranno...

Qui non si fa accademia, qui si agisce!

Sono partiti da Modena, Verona e Mantova!

Un aforisma al giorno - Torniamo sulla questione dell'eresia ma allarghiamo il discorso alle virtù e alla verità - 4

Per approfondire il discorso sull'eresia, è opportuno toccare altri due argomenti cari a Chesterton, quello della virtù e quello della verità.

Ascoltate cosa dice Chesterton a proposito della virtù. Si legge un'assonanza profonda con il discorso sull'eresia:

I vizi - rilasciati - dilagano e danneggiano. Ma anche le virtù, lasciate in balia di sé stesse, si diffondono più selvaggiamente e fanno anche più terribili danni. Il mondo moderno è pieno di antiche virtù cristiane impazzite. Le virtù sono impazzite perché sono state isolate l'una dall'altra e stanno vagando sole. Così ad alcuni scienziati sta a cuore la verità, e la loro verità è spietata. Così ad alcuni umanitari interessa solo la pietà, e la loro pietà (mi spiace dirlo) è spesso falsa. Blatchford attacca il cristianesimo perché egli è fissato su una sola delle virtù cristiane. La virtù della carità puramente mistica e quasi irrazionale. Egli ha la strana idea di rendere più facile il perdono dei peccati dicendo che non esistono peccati da perdonare.

Gilbert Keith Chesterton, Ortodossia

Si badi bene: Chesterton parla di «virtù impazzite» e non di «verità impazzite» (spesso le due cose vengono confuse ma è errato: la verità è sempre tutta intera, altrimenti non è verità). Le virtù, dice Chesterton, impazziscono se separate le une dalle altre e vagano da sole, e vagando da sole creano errori e peccati. Ricordate cosa succedeva per l'eresia e la verità: la «propria» verità alla fine è un'eresia perché è una «mezza verità», cioè una verità non intera, cioè una non verità. Nel medesimo tempo separare le virtù significa renderle virtù «impazzite» e quindi false. Chesterton parla del suo ex maestro Robert Blatchford, socialista utopistico, fautore di una carità «mistica» (Chesterton usa questo termine in maniera ambivalente, a volte - come in questo caso - vuole significare «slegato da ogni rapporto con la realtà») che per forza sfocia in qualcosa di errato, cioè (problema molto attuale) facilita il perdono dei peccati abolendo il concetto di peccato. Credo che il paragone sia calzante e rende bene la portata dell'errore che afferma.

Ma Chesterton ci dice ancora qualcos'altro:

La verità intera è in genere alleata della virtù, una mezza verità è sempre alleata di un vizio.

Gilbert Keith Chesterton, Illustrated London News, 11/06/1910

In altre parole, la verità «vera», cioè quella intera e comprensiva del tutto, va a braccetto con la virtù, mentre la mezza verità genera solo vizi, cioè fonti ulteriori di peccato.

Ci dice poi che 

la menzogna non è mai tanto falsa come quando si avvicina molto alla verità. È quando la pugnalata sfiora il nervo delle verità che la coscienza cristiana urla di dolore.

Gilbert Keith Chesterton, San Tommaso d'Aquino

Qui capiamo quale fosse l'amore di Chesterton per la verità. Posporre la verità è sempre un errore grave, per Chesterton. La dottrina e la virtù non possono che andare a braccetto, altrimenti la virtù non può fiorire. La virtù fuori della verità è impossibile. In quest'altra citazione tutto ciò è espresso chiaramente:

La prima confessione di fede o comandamento, è che nulla può insieme essere e non essere. Per cui, in parole povere, il vero e il falso esistono.

Gilbert Keith Chesterton, San Tommaso d'Aquino

Contrapporre adesione alla verità e misericordia, per esempio, è una cosa che Chesterton non fa e non farebbe mai. 

Tweet di G.K. Chesterton su Twitter

G.K. Chesterton (@GKCDaily)
This triangle of truisms, of father, mother and child, cannot be destroyed; it can only destroy those civilizations which disregard it.


martedì 28 luglio 2015

Catholic World Report (o meglio Dale Ahlquist) recensisce "Chesterton and the Jews" di Ann Farmer

La recensione di «Chesterton and the Jews» (Angelico Press, 2015) del nostro Dale Ahlquist.

Avevamo già segnalato il volume qualche giorno fa sul nostro blog.

Il giudizio di Dale su questo libro è da non perdere, anche perché ha letto il libro e quindi lo commenta a dovere (l'ho visto io, Marco Sermarini, mentre lo leggeva qui in Italia, a casa mia...).

Il titolo dell'articolo è eloquente: «Difendere il difensore degli ebrei». E così finalmente buttiamo nella fogna tutte le infondatissime accuse di antisemitismo a lui rivolte...

Questa è una ricerca seria e non uno sproloquio ideologicamente (in)fondato.

Lo potete pubblicizzare, anzi, sarebbe bello tradurlo e pubblicarlo in italiano, anche perché è ora che i chestertoniani italiani leggano cose più impegnative sul nostro Chesterton, smuovendosi dai luoghi comuni e dalle interpretazioni di comodo.

Noi nel nostro piccolo stiamo cercando di farlo (commenti, recensioni, aforismi, analisi del suo pensiero, segnalazioni di articoli e di studi seri). Aiutateci.

Qui sotto il collegamento.

Dale ha un grande pregio: parla e scrive in un inglese molto comprensibile, per cui anche i sedicenti dummies non si spaventino...

http://www.catholicworldreport.com/Item/4058/defending_the_defender_of_the_jews.aspx

lunedì 27 luglio 2015

Un aforisma al giorno (sempre sull'eresia, tema in cui si fa sempre confusione) - 3

Riprendiamo l'esame di alcune fonti chestertoniane sulla questione dell'eresia, per fare chiarezza, spero una volta per tutte.

Sull'eretico Chesterton ci dice quanto segue, tornando ancora sul concetto di "mezza verità":

"L'eretico (che è anche sempre fanatico) non è colui che ama troppo la verità; nessuno può amare troppo la verità. Eretico è colui che ama la propria verità più della verità stessa. Preferisce, alla verità intera scoperta dell'umanità, la mezza verità che ha scoperto lui stesso. Non gli piace veder finire il suo piccolo, prezioso paradosso, che si regge solo coll'appoggio di una ventina di truismi, nel mucchio della sapienza di tutto il mondo"

Gilbert Keith Chesterton, La Nonna del Drago ed altre serissime storie - L'Uomo Comune

Per cui, insisto e approfondisco, la "propria verità" è una "mezza verità", cioè non è la verità.

Spade s'incroceranno... - I Gruppi Chestertoniani Veronesi vi invitano il 30 Luglio

Riceviamo da Roberto Prisco (in arte Rob) il consueto invito ad accendere i falò la sera del 30 Luglio:


Falò del 30 luglio 2015 sul Monte Cavro a Quinzano – Verona

Ore 18,30 e 19 Partenza dei due gruppi da via Nuova, 22 (100 m. slm)
                        il primo dei due gruppi passa dalla Valle dei Ronchi
                        il secondo fa la strada dell'anno scorso passando da San Rocchetto
                        uno porta il formaggio, l'altro il rum.

Ore 19,30  Arrivo sul Monte Cavro (190 m. slm) e cena al sacco.

Ore 20  Accensione del falò
            ricordo dell'amico Emanuele Morandi
            a seguire:
            lettura di brani di Chesterton: quelli soliti e poi quello allegato tolto da
            Ortodossia che verrà commentato dai presenti.
           snudamento delle spade
           taglio e degustazione del formaggio
           distribuzione del rum
           spegnimento del fuoco.
ore 22 o 23 al più tardi ritorno a casa
           fumata finale del sigaro nel giardino


Brano della serata:

Da Ortodossia Capitolo III

I vizi – rilasciati- dilagano e danneggiano. Ma anche le virtù, lasciate in balia di sé stesse, si diffondono più selvaggiamente e fanno anche più terribili danni. Il mondo moderno è pieno di antiche virtù cristiane che sembrano come folli: sono divenute folli perché sono scisse una dall'altra e vagano senza mèta. Così alcuni scienziati coltivano la verità; ed è una verità senza pietà; così alcuni umanitari coltivano la pietà e la loro pietà (mi dispiace dirlo) è spesso nemica della verità. Blatchford attacca il cristianesimo perché egli è fissato su una sola delle virtù cristiane. La virtù della carità puramente mistica e quasi irrazionale. Egli ha la strana idea di rendere più facile il perdono dei peccati dicendo che non esistono peccati da perdonare.


Un giudizio su Radio Chesterton di un lettore fra i tanti

Riceviamo e con molto piacere pubblichiamo:

Gentile Presidente,

ho preso carta e penna (virtualmente) per scriverle che sono molto contento di aver acquistato e letto "Radio Chesterton" perché è un bellissimo volume.
Mi affascina l'idea che Chesterton parlasse di cose così belle ed elementari a tutti, a migliaia e migliaia di persone, e ricordasse a tutti la bellezza e la grazia di essere vivi, l'amore per la verità e tante altre belle ed insostituibili cose.
Mi colpisce pure - leggendo il carteggio sulla libertà - il fatto che GKC fosse davvero orgoglioso di essere cattolico e che non perdesse neppure una battuta pur di rispondere alle critiche pur articolate dei suoi avversari puntutissimi ma in ultima analisi fiacchi. Lui era sempre lieto, loro sempre con quella sfumatura giallognola in viso tipica del bilioso.
Credo che il capitolo più bello sia "Per noi finirà col botto", in cui Gilbert risponde a tutti i critici e i superficiali laudatori dell'epoca moderna, che credono che i giovani si divertano mentre sono solo preda di un triste silenzio nonostante i mille sovrastimoli che ricevono e che dovrebbero renderli lieti (e così non è). Pensi quanto è più vero oggi: ma come faceva a vedere così a lungo?
Risponde anche a T. S. Eliot e alla sua "desolazione", in cui sembra davvero perdersi ed in cui in fondo, in maniera molto borderline, crediamo tutti sia bello e ovvio stare. Le dirò, mi sembra una moda molto in voga anche oggi tra tanti cattolici doc.
Chesterton è davvero un grande perché ci dimostra come essere felici, e la ringrazio (come ringrazio la traduttrice che ha reso il tutto così bene) di aver tirato fuori dalla immensa cassapanca delle opere di Chesterton questa perla insostituibile.

Ovviamente l'ho comprata su Pump Street, perché così ha un sapore più forte...

Ancora grazie e gradisca i migliori saluti e auguri per questa calda estate. A quando il seguito (mi sembra di capire che ce ne sia uno, vero?)?

Mario Fabbri

Un aforisma al giorno (da Radio Chesterton - "Per noi finirà col botto")


Disponibile su www.pumpstreet.it - lì ha più sapore!