venerdì 22 settembre 2017

Un aforisma al giorno - La profezia di Gilbert (tutto vero, tutto visibile)













Gilbert Keith Chesterton, La ballata del cavallo bianco

giovedì 21 settembre 2017

Arrovesciare... arrovesciamo...



Questa splendida foto del mio amico Gilbert, che sorride con quella ganassa incredibile, mi ricorda un episodio narrato dal professor Masolino D'Amico ad uno degli incontri su Chesterton a La Civiltà Cattolica, qualche anno fa. Per chi non lo sapesse, il professor D'Amico è nipote di Emilio Cecchi (grande mentore italico del Nostro - per i neofiti, mettete " Emilio Cecchi" nel motore di ricerca del blog e vedrete… è grave non saperne nulla!) perché figlio di Suso Cecchi D'Amico (anche qui, nostro motore di ricerca…). 

Una sera nel 1929 (era venuto a Roma per la beatificazione di San Tommaso Moro e di un gruppo di martiri inglesi - traccia letteraria: una famosa conferenza che diede a Roma su Moro; inserire " Tommaso Moro" o " Thomas More" nel famoso motore. Su questo splendido soggiorno c'è molto, moltissimo altro da dire. Padre Spencer Howe ne ha parlato in lungo e in largo nella sua tesi di licenza. Traccia visiva: sempre in questo blog cercate le foto della Chiesa parrocchiale di Beaconsfield, dove nel 2014 andai con padre Spencer ad una splendida conference organizzata dai nostri amici inglesi: c'è la cappella pagata da Chesterton in cui troverete i Martiri Inglesi... bellissima) andò a cena a Roma a casa di Emilio Cecchi, e la moglie di quest'ultimo, Leonetta Cecchi Pieraccini, scrisse nel suo diario: "quando ride ha la risata ampia e rumorosa - gli si scorge tra i peli dei baffi la bocca sdentata e carnosa che assomiglia assolutamente alla bocca dell'elefante quando arrovescia la proboscide che fa uno sbadiglio".

Era quella volta che disse alla signora Leonetta, che si scusava per il suo inglese: "Viaggio in Italia sapendo due sole parole di italiano: vino e sigaro"…

Questo signore è padre Spencer Howe, che ama molto questa maglietta che Pump Street gli ha regalato per i suoi meriti verso l'Italia Chestertoniana (www.pumpstreet.it). L'altro signore… ecco… così!

Marco Sermarini



Un aforisma al giorno (ari-grazie, Brunelli)

Il periodo che tappezzò le chiese di nudi cherubini e di santi dall'aria di divinità solari fu lo stesso che produsse alcuni tra i più sensitivi e umili e simpatici grandi cristiani della storia; persone come San Vincenzo de' Paoli, San Francesco di Sales e Santa Teresa si muovevano in quella desolazione di candidi marmi e di rilucenti dorature tropicali con anime delicate, trasparenti e teneramente multicolori quanto le più belle vetrate del medioevo. La vera spiegazione non è che facessero un gran conto del marmo, ma piuttosto che lo consideravano cosa di secondaria importanza.
Il Cristianesimo o il Cattolicesimo (il che mi perdoni il signor Capek, è una cosa sola) è qualcosa più d'uno stato d'animo, per meglio dire è come un evento, un lieto evento come quando in una famiglia nasce un bambino. I genitori sanno che nei rapporti col bambino si troveranno in un centinaio di stati d'animo a partire da quello che rasenta l'adorazione sino a quello che confina con l'infanticidio. Ma la essenza del fatto non cambia, e tutte le altre cose, compresi gli stati d'animo, si adatteranno di volta in volta al fatto. Si potrà avere in famiglia ogni genere di discussione relativamente al migliore stile dei giocattoli per il bambino, così come si ha nella Chiesa ogni genere di discussione intorno al migliore stile per un'arte religiosa. E come abbiamo una scuola gotica abbiamo un'arte del grottesco; certa gente non considera troppo floride né troppo sciocche le bambole di cera che si comprano sotto i portici di Lowther così come altri non considerano una Madonna del Murillo alla stessa stregua di una bambola di cera. Altri ancora vorrebbero che ogni fantoccio per bambini fosse perfetto di forma e di proporzioni come un dio greco, come la minuscola figura di Mercurio alato che in uno dei romanzi di Wells cadde da un'auto in corsa e raccattato da un bambino divenne il giocattolo preferito a tutti i burattini e agli orsacchiotti. La lotta fra classicismo e stile fantasioso si trascinerà senza fine… 

La disputa può infuriare tanto intorno alle bambole della stanza dei bambini quanto intorno agli idoli del tempio. Ma quelli fra noi che desiderano giungere per davvero ad una conclusione tanto per il tempio che per la stanza dei bambini non trattano le differenze come profonde differenze di lealtà e di sottomissione poiché si tratta di differenze di mezzi e non di fini. Noi che siamo i sudditi d'uno stesso Re non giudichiamo queste scuole di stili come immaginano i critici che le trattano come scuole di pensieri diversi. Ci piace la bambola aggraziata come una driade e il fantoccio grottesco come la decorazione d'una scultura gotica, innalziamo l'una contro l'altro e insistiamo perché quella o questo divengano il simbolo più educativo, ma in ultima analisi queste cose non ci preoccupano. Non è come fare un semplice paragone tra diversi divertimenti, come volersi procurare un divertimento; in verità un figlio è nato fra noi.

Chesterton, La risurrezione di Roma

mercoledì 20 settembre 2017

Un aforisma al giorno (sempre grazie a Brunelli), bello.

I DAGO ITALIANI

La feccia di tutte le facce che siamo riusciti a togliere o a prendere a prestito dal più basso livello dell’intelligenza americana o dalla sua deficienza è la moda ora diffusa in quasi tutta l’Inghilterra di usare la parola «dago». Il significato storico di questa espressione è molto divertente. Il Dago, parlando in generale, è un membro di quelle razze oscure che hanno colonizzato il sud America e le cui origini si devono ricercare nelle penisole del Mediterraneo. Le principali caratteristiche del Dago sono i coltelli, i cenci, passioni romantiche, un comportamento ardito, aglio e chitarre. 
Muniti di queste cose gli individui in questione creano continue noie assolutamente sproporzionate alla loro importanza, o in altre parole, alla loro ricchezza e hanno formato una tremenda seccatura per tutte quelle solide comunità che hanno buoni rapporti con il regno della legge. Per esempio, molto tempo fa una banda di questi desperados ingaggiò una tremenda zuffa a coltello, dopo di che uno di loro venne lasciato per morto e gli altri vennero perseguitati dagli amici di quello con una tipica forma di vendetta meridionale. Questo sordido incidente venne gonfiato e fatto argomento di dramma e di melodramma sino a che ogni scolaretto dovette imparare che il nome del morto era Giulio Cesare e che l’uomo che lo pugnalò pronunciò una certa retorica affermazione di essergli amico. Altri incidenti egualmente meschini e sensazionali hanno disgratamente adulato la vanità del Dago; sembra che un Dago proveniente da una di quelle sudice isolette sia fuggito e fattosi soldato come tanti altri buoni a nulla abbia causato molte seccature a tutta l’Europa sino a che la carriera criminate ebbe termine con la sua cattura e la prigionia di Sant’Elena. Vi è un’altra sordida storia sulla quale non occorre soffermarsi e che si riferisce ad un marinaio fuggito di casa il quale si fece con grande vanagloria una enorme reclame ed aggiunse insulto all’insulto scoprendo effettivamente l’America. 
Si dice qualche volta scortesemente che quella scoperta avrebbe dovuto esser passata sotto silenzio, ma è giusto aggiungere che la Britannia venne scoperta da un altro Dago e che magari anche questa scoperta avrebbe dovuto venir sepolta nel silenzio. 
Sarebbe certo stato più di buon gusto se tutti i Dago avessero passato sotto silenzio tutte le cose da loro fatte nella storia, ma se lo avessero fatto non sarebbe rimasta forse molta storia.


Gilbert Keith Chesterton, La risurrezione di Roma

Qualche giorno fa è stato un decennale che ci interessa...



Sì, è appena iniziato in bellezza il decimo anno scolastico della Scuola Libera "G. K. Chesterton", la scuola più bella che ci sia!

La Scuola Chesterton, come molti sapranno, è a San Benedetto del Tronto e si ispira direttamente a Chesterton e al suo pensiero, alla sua idea di mondo e di educazione. Chesterton occupa un bel posto appena entrati a scuola...

Le foto a colori che vedete riguardano il primo giorno di scuola, il 15 Settembre scorso, una bella festa a Santa Lucia, la casa acquistata e ricostruita distributisticamente dalla Compagnia dei Tipi Loschi e dai suoi amici. E' stata celebrata la messa dal nostro amico sacerdote americano don Jacob Strand (che testimonia la grande unità che c'è con il meglio di ciò che si muove in America), abbiamo presentato ed accolto festosamente i nuovi alunni, i professori, ascoltato una breve testimonianza dei primi due ragazzi che iniziarono la prima classe nel 2008 (Pier Giorgio e Teresa), mangiato e bevuto allegramente anche alla vostra salute. 

Sì, perché so che molti di voi ci aiutano concretamente con i soldi, con la preghiera e con il tifo. Ecco, chi volesse farlo ancora, basta che va nella pagina di crowdfunding che si vede qui a fianco, oppure nel sito della scuola: www.scuolachesterton.org. Per pregare, dateci sotto. Per il tifo fate presto...

Quest'anno grandi novità, per questo abbiamo bisogno sempre del vostro aiuto: una nuova sezione per cuochi (ci sono già scuola media, liceo delle scienze umane, periti elettronici ed estetiste), grandi progetti per il futuro, come quello di spostare la scuola a Santa Lucia (ma ci serve tanta forza!), più lezioni all'aperto, nuove gite, nuovi concorsi a cui partecipare...

Ho voluto mettere anche una vecchia vignetta di Chesterton, che celebrava un altro decennale, quello del G. K.'s Weekly, mi piaceva... In fondo siamo ancora piccoli, anche se siamo diventati nostro malgrado abbastanza noti. Ecco, dobbiamo rimanere piccoli sempre! Perché così non correremo mai troppi rischi inutili, tra cui quello di non prenderci alla leggera!

Buon anno scolastico, Scuola Chesterton, fate divertire i ragazzi, rendeteli felici, aiutateli ad esserlo!

Marco Sermarini




Un aforisma al giorno

Credo che ogni persona di buon senso e non influenzata da sofisticherie nordiche veda la evidenza del fatto che in origine Roma civilizzò il Nord il quale altrimenti sarebbe rimasto incivile, e che altrimenti le isole del mare Nord sarebbero ora di molto simili a quelle dei Mari del Sud. In questo senso Giulio Cesare fu uno scopritore avventuroso e accidentale quasi quanto il Capitano Cook. Presenta invece meno evidenza, ma per me sufficiente chiarezza, il fatto che il Nord e insieme gran parte dell’Occidente sarebbero stati definitivamente perduti per la civiltà quando gli ultimi Cesari con il loro Impero s’incamminarono così decisamente verso l’Oriente. La salvezza sta nel fatto che i Papi non partirono per l’Oriente e specialmente nel fatto che i Papi giunsero sino a sfidare i Cesari orientali e ancor più perché i Papi osarono infine creare un loro Cesare. Il fatto che poi si trovassero in contrasto anche con gli Imperatori occidentali non è che un esempio della loro costante politica d’indipendenza da ogni potere terreno che sia davvero potente. 


Gilbert Keith Chesterton, La risurrezione di Roma

martedì 19 settembre 2017

Un aforisma al giorno (grazie, Brunelli!)

Non è qui luogo né tempo di narrare questa storia, la storia dello scandalo deplorato dal Petrarca ed a cui pose fine una persona più geniale del Petrarca. Quando la grande Santa Caterina da Siena, una delle eroine dell'umanità che persino gli umanitari filantropi sono costretti ad ammirare, la donna dalla parola inflessibile tanto se porgeva consiglio al Papa od assisteva un assassino, riuscì finalmente a persuadere gli interessati della necessità di metter fine a tale universale anomalia e poté riportare in trionfo alla città di Roma il suo Vescovo. Qui l'importanza della cosa vale soltanto in quanto presenta un altro esempio del principio che ho imperfettamente seguito lungo la storia, il principio secondo cui gli Imperatori e i Re e tutti i potenti della storia hanno lottato invano per spezzare le triplici gloriose catene di San Pietro che lo legano alla sua residenza così come lo legarono alla sua prigione.

Gilbert Keith Chesterton, La risurrezione di Roma

Un aforisma al giorno

Forse Dio ha l'eterno appetito dell'infanzia; perché noi abbiamo peccato e invecchiamo, e il Padre nostro è più giovane di noi.

Gilbert Keith Chesterton, Ortodossia

Un aforisma al giorno

Il sole sorge ogni mattina. Io non sorgo ogni mattina; ma la divergenza è dovuta non alla mia attività bensì alla mia inattività.

Gilbert Keith Chesterton, Ortodossia

Siempre Chesterton | Internacional | EL PAÍS

https://elpais.com/internacional/2017/09/14/america/1505341623_237781.html

venerdì 15 settembre 2017

Un aforisma al giorno

L'uomo non è mai veramente a casa eccetto che nella virtù.


Gilbert Keith Chesterton, Daily News, 18 Giugno 1901

Un aforisma al giorno

Se dobbiamo essere migliori dei nostri padri, dobbiamo essere almeno altrettanto buoni.

Gilbert Keith Chesterton, Daily News, 14 Luglio 1906

giovedì 14 settembre 2017

Di nuovo su Brocard Sewell, ed anche su Cecil Chesterton (grazie, Luca Fumagalli)

Rimando all'articolo di Luca Fumagalli su Sewell pubblicato su questo blog.
Lo ringrazio per aver scoperto questo libro e l'interesse di Sewell per Cecil Chesterton, nella copertina vestito (dal punto di vista estetico in maniera discutibile!) da defendant, cioè da imputato che si difende da solo (e che deve indossare "i paramenti" del barrister inglese - tutto ciò in Inghilterra è possibile, anche se non si è avvocati, non altrettanto in Italia). Significativa foto perché ricorda la triste vicenda dello Scandalo Marconi, svelato da Cecil giornalista ma che lo portò ad un processo per diffamazione. Gilbert scrisse le pagine più amare ed aspre del suo giornalismo in occasione di questa triste vicenda, sulla quale non mi dilungo rimandandovi alla lettura del capitolo della sua Autobiografia dedicato al fratello Cecil e alle biografie scritte da Maisie Ward e da padre Ian Ker.
Una vicenda politica - va detto - che vide sul banco d'accusa dell'opinione pubblica più che Cecil il liberalismo inglese. Solo conoscendo queste pagine si possono comprendere le scelte dei Chesterton e di Belloc e la fine del loro rapporto con il liberalismo politico. Cecil chiuse la vicenda con una sorta di multa, i liberali ne uscirono davvero male.
Sul punto vale la pena di ricordare il volume "Partitocrazia" (titolo originale "The Party System") di Cecil e Belloc, tradotto in italiano e pubblicato da Rubbettino. Libro di straordinaria attualità, la situazione non sembra cambiata di una virgola. Leggete e mi darete ragione. Sarebbe bello leggere anche gli articoli di Chesterton di quell'epoca ma non ve ne sono di tradotti. Va menzionata anche la cessazione dei rapporti tra Gilbert e il Daily News: Chesterton iniziò a criticare da quelle colonne Lord Cadbury, il proprietario, liberale di ferro e padrone dell'omonima casa produttrice di dolciumi e giustamente i rapporti si ruppero. Gilbert stesso lo racconta. I dissapori erano di schietta natura politica, ma politica ad alto livello, potremmo dire sui "massimi sistemi". Gilbert non discuteva mai d'altro.
Al di là delle vicende politiche e giornalistiche, Gilbert soffrì davvero tanto per la vicenda processuale del fratello, cui era legato da vincoli di sangue, di profondo affetto e di comuni ideali, e non è da escludere che la crisi che lo portò sul punto di morire tra il 1914 e il 1915 abbia avuto origine anche da questa storia (pur avendo Gilbert di suo una salute non florida).

Marco Sermarini


Fabio Trevisan recensisce per Vita Nuova "Chesterton - La sostanza della fede"


Paolo Gulisano e don Daniele De Rosa intervistati su GKC da Aleteia in lingua spagnola

https://es.aleteia.org/2017/09/09/chesterton-sufrio-bullying/

lunedì 11 settembre 2017

Echi di Chesterton... e compagni! - Criminal Minds

Marco Consorti, una delle mention di Pump Street, ci scrive:

- Stasera a Criminal Minds ad inizio puntata hanno citato Belloc: " _Loss and possession, death and life are one. There falls no shadow where there shines no sun."_

- E alla fine Madre Teresa: _L'amore comincia prendendosi cura dei più vicini - quelli a casa "._

Se non ricordiamo male, un'altra volta toccò a GKC...

http://uomovivo.blogspot.it/2017/07/chesterton-e-sempre-attuale-molti.html

Luca Fumagalli su Maurice Baring


Luca Fumagalli su Radio Spada dipinge il ritratto di Maurice Baring, uno dei più intimi amici di Chesterton:

https://www.radiospada.org/2017/09/chesterton-belloc-e-baring-quando-ci-si-scorda-del-terzo-moschettiere/

Noi dal canto nostro abbiamo toccato più volte questa figura interessante:



E nel 2008 segnalammo pure la pagina di Catholic Authors su Baring, redatta da Joseph Pearce:


E' importante sapere chi era, per un chestertoniano.

Per la cronaca, questo ritratto lo trovate nella National Portrait Gallery di Londra e il signor Baring è quello in piedi in mezzo ai due cannoni

Marco Sermarini

NPG 3654; Conversation piece (G.K. Chesterton; Maurice Baring; Hilaire Belloc) by Sir James Gunn