sabato 23 maggio 2015

giovedì 21 maggio 2015

Alfa y Omega sul convegno di Roma, 9 Maggio 2015

Alfa y Omega, un settimanale cattolico di informazione spagnolo parla della conferenza di sabato 9 maggio a Roma con un bell’articolo dal titolo “Chesterton dimostrò che  l’ingegno  e il buon umore sono grandi armi evangeliche”

Il sommario recita: Un obispo vestido de payaso. Sotto questo curioso titolo, un congresso celebrato in Italia ha riflettuto sulla teologia della risata in Chesterton, e sulle sue “applicazioni” per l’apologetica e l’evangelizzazione nel terzo millennio. Con le parole dell’esperto Dermot Quinn, “Chesterton credeva profondamente e dimostrò brillantemente che l’ingegno e il buon umore sono fra le armi evangeliche più versatili”

L’articolo intero, ripreso anche su Religiòn en libertad, si può leggere qui


«Chesterton demostró que el ingenio y el humor son grandes armas evangélicas»
Un obispo vestido de payaso. Bajo este curioso lema, un congreso celebrado en Italia ha reflexionado sobre la teología de la risa en Chesterton, y sus aplicaciones para la apologética y la evangelización en el tercer milenio. En palabras del experto Dermot Quinn, «Chesterton creía profundamente y demostró brillantemente que el ingenio y el humor están entre las más versátiles de esas armas evangélicas»


Chesterton in altre parole/è attuale - Slavoj Zizek: The Situation is Catastrophic (cita Chesterton...)

Soggetto particolare, Slavoj Zizek: è marxista della specie più marxista, ma nel contempo è un estimatore ed ammiratore di Chesterton. Lo stima tanto da citarne un noto brano all'inizio di questo scritto: 



 
»A century ago, Gilbert Keith Chesterton ironically proposed to install a "special corps of policemen, policemen who are also philosophers":
"The work of the philosophical policeman /…/ is at once bolder and more subtle than that of the ordinary detective. The ordinary detective goes to pot-houses to arrest thieves; we go to artistic tea-parties to detect pessimists. The ordinary detective discovers from a ledger or a diary that a crime has been committed. We discover from a book of sonnets that a crime will be committed. We have to trace the origin of those dreadful thoughts that drive men on at last to intellectual fanaticism and intellectual crime."
Would thinkers as different as Popper, Adorno and Levinas, also not subscribe to a slightly changed version of this idea, where actual political crime is called "totalitarianism" and the philosophical crime is condensed in the notion of "totality"? A straight road leads from the philosophical notion of totality to political totalitarianism, and the task of "philosophical police" is to discover from a book of Plato's dialogues or a treatise on social contract by Rousseau that a political crime will be committed. The ordinary political policeman goes to secret organizations to arrest revolutionaries; the philosophical policeman goes to philosophical symposia to detect proponents of totality. The ordinary anti-terrorist policeman tries to detect those preparing to blow up buildings and bridges; the philosophical policeman tries to detect those about to deconstruct the religious and moral foundation of our societies… The same insight was already formulated by Heinrich Heine in his History of Religion and Philosophy in Germany from 1834, although as a positive, admirable fact: "Mark you this, you proud men of action, you are nothing but the unconscious henchmen of intellectuals, who, often in the humblest seclusion, have meticulously plotted your every deed."
Can we still continue this endeavor? As a Hegelian, I say: yes, but with a twist missed by Chesterton (…)».
Anni fa segnalammo sul blog un articolo su di lui tratto da Il Sussidiario:
Qui trovate delle possibili tracce. Giusto per vedere che effetto fa il signor Chesterton… Passa sempre come l'elefante nella cristalleria. E meno male.

30/6 o 1/7 Chesterton Day...

... Grandi ospiti internazionali.

Chi non viene, non gode.

Non ci dite: ma la registrazione? Ma la trascrizione? Ma il live streaming?

Non sono la stessa cosa, tanto poi non rivedere niente, vi affaticate...

Venite e basta! Venite sulla Riviera delle Palme, sul Lido degli Aranci, stiamo tutti insieme, non intellettualmente ma sanamente, umanamente, "hobbitamente"...

Tra amici!

Siamo o non siamo pronti alla Eternal Revolution? O siamo solo pronti alla thumbs revolution ��?

Non ci chiedete: ma di che tema parleranno? È buffo: se venisse Chesterton gli chiedereste di che cosa parlerà (perché se parla dell'Ortodossia allora sì, se parla... di un pezzo di gesso allora no... ��)?

Vi aspettiamo, dai, non fatela lunghissima...!

Presto date e rivelazione degli ospiti...

Irish brothers, don't give up being yourselves!

Rompo per una sola volta l'impegno di non occupare il blog e i social network della Società con cose che non riguardino strettamente Chesterton.

Faccio un appello agli amici irlandesi: 

per favore, ragionate e mandate in quel paese la lobby pro gender che vuole trasformare questa bellissima nazione in un bel laboratorio di teorie inammissibili, infondate ed inumane! Non cadete nella rete del politicamente corretto! Non smettete di essere voi stessi! Per favore!

Sveglia, fratelli irlandesi!

Please! Use your own reason! Say  "go fly a kite, please! a big kite" to gender lobby that wants to transform your wonderful nation in a big laboratory of unacceptable, unfounded and unhuman theories! Don't fall in the net of politically correct! Don't give up being yourselves! Please!

Wake up, irish brothers!

mercoledì 20 maggio 2015

Tweet di G.K. Chesterton su Twitter

G.K. Chesterton (@GKCDaily)
Thinking is a narrowing process. It leads to what people call dogma.


Tweet di G.K. Chesterton su Twitter

G.K. Chesterton (@GKCDaily)
A man who thinks hard about any subject for several years is in horrible danger of discovering the truth about it.


Alla Chesterton Academy fanno anche questo...

Lo ha fatto un alunno della Chesterton Academy sotto la guida dell'insegnante d'arte, Timothy Jones, che abbiamo avuto la fortuna di conoscere.

Sono la nostra scuola gemella e hanno lo stesso nostro motto...

martedì 19 maggio 2015

Capriole ad Arzignano con la nostra Annalisa Teggi

Ci segnalano che ci sarà grande letteratura il 22 maggio a Vicenza anzi ad Arzignano:

http://www.vicenzatoday.it/eventi/cultura/festival-biblico-arzignano-capriole-cosmiche.html

Dante e Chesterton sono i due... Virgili (!) di Annalisa Teggi e lei ne parlerà nel corso del Festival Biblico.

Enjoy, dicono qui vicino...

lunedì 18 maggio 2015

Sorpresa! Anche di Bentley ci sarebbe qualcosa in italiano...

Grazie a Maria Grazia Gotti! Ora guardate che cosa c'è di dimenticato e nascosto in giro…

Maria Grazia ci dice: 

«Caro Marco e cari amici e simpatizzanti della SCI.
Qualche giorno fa sono passata dal mio spacciatore di libri usati, come faccio spesso rientrando da pranzo. In particolare curioso nella sezione gialli, dove si trovano molti libri dei Gialli Mondadori (per intenderci quelli che dopo il mese in cui sono usciti non si trovano più).

Mi sono avvicinata con un po' di pessimismo, dato che gli hanno cambiato la sistemazione e vedere i titoli è un po' difficoltoso e io non avevo tanto tempo, e la prima cosa che mi si para davanti agli occhi è il libro che vedi in foto.
Per prima cosa sono rimasta interdetta, perché non sapevo che Bentley avesse scritto gialli. Subito comunque me lo sono accaparrato, non sia mai che sparisse. 

Solo in treno al ritorno l'ho aperto. Questo é quello che si legge nella dedica. 

A Gilbert Keith Chesterton 
Mio caro Gilbert
Dedico a te questa storia. Primo: perché l'unico motivo realmente nobile che mi ha spinto a scriverla é stata la speranza che tu ne possa trarre godimento. Secondo: perché ti devo un libro in cambio del tuo: L'Uomo che fu Giovedì. Terzo: perché te l'avevo promesso quando ti ho esposto il piano dell'opera, due anni fa. Quarto: perché ricordo il passato.
Proprio oggi stavo ripensando a quei giorni straordinari quando nessuno dei due guardava più un giornale; quando eravamo profondamente felici e facevamo illimitato abuso di carta, matite, tè, e della pazienza dei nostri genitori; quando abbracciavamo la più austera letteratura, mentre personalmente producevamo letture amene quanto basta; quando (nelle parole del poeta del Canada) studiavamo le opere di natura, e anche quelle piccole rane; quando, in breve, eravamo estremamente giovani.
In omaggio a quell'età, ti offro questa libro. 
Sinceramente tuo
E. C. Bentley 

Aggiungo solo qualche nota: il libro é del 1913. Agatha Christie ha giudicato il libro "uno dei tre migliori gialli mai scritti" e anche Dorothy Sayers era d'accordo. Il titolo originale é Trent's last case e ne sono stati tratti diversi film».

Per chi non lo ricorda, L'Uomo che fu Giovedì è dedicato a Edmund Clerihew Bentley, amico di sempre di Gilbert (furono compagni di scuola e non solo). L'edizione Lindau di questo splendido volume, definito da Chesterton la sua "autobiografia romanzata", saggiamente ha riprodotto tutta l'insostituibile dedica, senza la quale è difficilissimo comprendere il vero senso del libro.

Per chi vuole sapere qualcosa in più su Edmund Clerihew Bentley:

http://uomovivo.blogspot.it/2009/05/vi-presentiamo-uno-dei-migliori-amici.html

http://uomovivo.blogspot.it/2009/05/ancora-su-edmund-clerihew-bentley.html


Grazie, Maria Grazia, è bellissimo.



Questo nell'articolo parla anche di noi - da Tempi

http://scuolachesterton.org/2015/05/18/guardate-che-nellarticolo-ha-fatto-tempi-su-di-noi/

sabato 16 maggio 2015

Un aforisma al giorno (...)

Mmmh!



Gilbert Keith Chesterton, Il pozzo e le pozzanghere 

Un aforisma al giorno




Gilbert Keith Chesterton, Il pozzo e le pozzanghere 

Stasera Distributismo on air!

Per chi non ha di meglio da fare ed è curioso di sapere che il distributismo non è un pezzo del Museo delle Idee-Belle-Ma-Non-Realistiche stasera ore 21.00 Radio Maria, Matteo Mazzariol e Marco Sermarini, conduce Fabio Trevisan.

venerdì 15 maggio 2015

Il profilo della sanità, di Fabio Trevisan (da Riscossa Cristiana)


zzzzil-profilo-della-ragionevol

"Credo al vecchio dogma mistico secondo cui ciò che l'Uomo ha fatto, l'Uomo può rifare".

Con questa frase tratta dal lungimirante saggio: "Il profilo della ragionevolezzadel 1926, Gilbert Keith Chesterton (1874-1936) intendeva porre l'accento su un indispensabile ritorno al passato in cui l'Uomo di ogni tempo poteva ricollegarsi. Lo faceva soprattutto in riferimento alla conservazione della libertà e della piccola proprietà contro i due sistemi, capitalistici e comunisti, che nella falsa contrapposizione attanagliavano le legittime aspirazioni umane: "I miei critici credono ad un dogma ancora più mistico: quello secondo cui l'Uomo non è assolutamente in grado di rifare ciò che ha già fatto…per questa via non si arriva da nessuna parte, se non a una perdita sempre maggiore di proprietà, inghiottita da un sistema ugualmente impersonale e inumano, sia che lo si chiami comunismo o capitalismo. Se non possiamo tornare indietro, non sembra che valga la pena andare avanti". 

Per il grande pensatore londinese il concetto di "proprietà", soprattutto "piccola" e da contrapporsi al latifondismo, era un autentico punto d'onore che aveva a che fare strettamente con la dignità umana. Egli propugnava con le lettere maiuscole un Risveglio della Fede, un Risveglio del Cattolicesimo: "Non fanno che dirci che questa o quella tradizione è finita per sempre, che questo o quel mestiere o credo è finito per sempre. Ci definiscono reazionari se parliamo di un Risveglio della Fede". Da buon cattolico, Chesterton sosteneva il Risveglio attraverso la ragione e la tradizione, ovvero la sanità dell'uomo: "Desideriamo sinceramente che si valuti con serietà se non sia possibile realizzare la transizione illuminati dalla ragione e dalla tradizione". Il profilo della ragionevolezza e della sanità era imprescindibile da certi collegamenti con le antiche tradizioni riguardanti la terra, il focolare domestico e l'altare.

Dinanzi al proliferare di grandi catene industriali e di grandi magazzini, a quei tempi agli albori, Chesterton prospettava quasi un secolo fa il fallimento completo: "Credo che il grande negozio sia un pessimo negozio. Lo ritengo pessimo in senso morale e commerciale. Credo che quegli empori giganteschi non solo siano volgari e insolenti, ma anche incompetenti e sgradevoli e nego che la loro vasta organizzazione sia efficiente". Si chiedeva quindi: "Cosa fare?" per preservare quelle ultime tradizioni di proprietà e libertà e si aggrappava al senso religioso atavico: "Come i Lari di un tempo, questa religione della casa o ciò che ne rimane, si oppone alla disciplina distruttiva del capitalismo industriale". Nel rammentare che la proprietà, in linea con i principi della Dottrina sociale della Chiesa, è un deposito affidatoci dalla Provvidenza per il bene degli altri oltre che per il nostro, egli ammoniva di non dimenticare il giorno del Giudizio in cui avremmo dovuto render conto dell'uso fatto di questo deposito. Auspicava quindi una società che sapesse far rivivere quelle corporazioni di arti e mestieri medievali, delle quali Leone XIII aveva rimpianto nella Rerum novarum.

La corretta distribuzione della proprietà e della responsabilità personale e sociale erano indicate da Chesterton con l'immagine dell'arco architettonico: "Il principio dell'arco è umano, applicabile a tutta l'umanità e da essa utilizzabile. Qual è il principio dell'arco? Secondo il principio dell'arco, unendo in un certo modo delle pietre di forma particolare, la loro stessa tendenza a cadere impedirà che cadano. E sebbene la mia immagine sia solo un esempio, in larga misura vale anche per il successo di un'equa distribuzione della proprietà. A sorreggere l'arco è l'uguaglianza della pressione che le singole pietre esercitano l'una sull'altra. L'uguaglianza è al tempo stesso mutuo soccorso e mutuo impedimento". Il corpo sociale, riassunto nell'arco architettonico, impediva così che le legittime disuguaglianze provocassero ingiustizie anti cristiane come la proletarizzazione o l'inadeguato arricchimento di pochi. Il profilo della sanità pensato da Chesterton era in un quadro organico cattolico e le sue provocazioni intelligenti rimangono ancora in attesa di una risposta ragionevole.

Ah! Ah! Ah! Che ne dite..?

G.K. Chesterton (@GKCDaily)
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