mercoledì 1 ottobre 2014

Lavoratori del Maine acquistano i loro posti di lavoro e danno l’esempio alla Nazione

E' la traduzione dell'articolo che trovate in questo collegamento (grazie a Beatrice Nardini!)

http://uomovivo.blogspot.it/2014/09/workers-in-maine-buy-out-their-jobs-set.html



Lavoratori del Maine acquistano i loro posti di lavoro e danno l'esempio alla Nazione

Di Rob BrownNoemi Giszpenc e Brian Van SlykeTruthout


Sulla remota Deer Isle, nel Maine, il movimento per un'economia più giusta e democratica quest'estate ha ottenuto una grande vittoria. Più di 60 dipendenti di tre aziende commerciali al dettaglio - Burnt Cove Market, V&S Variety and Pharmacy, e The Galley – si sono messi insieme per comprare i negozi e creare la più grande cooperativa di lavoratori del Maine e la seconda più grande del New England.

Ora i lavori possiedono e dirigono insieme le aziende sotto un'unica insegna, conosciuta come la  Island Employee Cooperative (IEC). Questa  è la prima volta che numerose aziende di questa dimensione ed ambito sono state unite e convertite in una cooperativa di lavoratori – rendendo questo un risultato particolarmente rivoluzionario nel processo di avanzamento della democrazia economica.

Arrivare lì: Cosa c'è Voluto

Quando la coppia locale che è stata proprietaria delle tre aziende per 43 anni ha cominciato a pensare di vendere i suoi negozi ed andare in pensione, i lavoratori hanno cominciato a preoccuparsi. I negozi erano tra i datori di lavoro più grandi dell'isola ed un potenziale compratore probabilmente non sarebbe arrivato dall'interno della comunità o non avrebbe mantenuto lo stesso livello di posti di lavoro e servizi. Solo un acquisto della società da parte dei lavoratori avrebbe potuto ottenere la stabilità.

Poiché i lavoratori stavano cercando di ottenere qualcosa di storico, c'è voluto più di un anno – non è stato sempre un cammino facile. Ma la forza dei lavoratori stava nella loro determinazione, e nella possibilità di fare affidamento su un gruppo di alleati dedicato alla crescita del movimento cooperativo. La Independent Retailers Shared Services Cooperative (IRSSC) ed il Cooperative Development Institute li hanno aiutati a sviluppare le loro strutture gestionali, amministrative, legali e finanziarie. Sono anche stati in grado di assicurare il finanziamento da parte del Coastal Enterprises del Maine e del Cooperative Fund of New England, entrambi Istituzioni Finanziare per lo Sviluppo della Comunità (CDFIs). Senza quell'assistenza tecnica dedicata e del capitale disponibile, probabilmente oggi non ci sarebbe l'IEC.


E' Necessario dell'Altro

Non solo la creazione dell'IEC ha fatto mantenere dozzine di posti di lavoro pagati decentemente e l'unico accesso a cose essenziali come generi alimentari e medicine nelle vicinanze di una comunità remota, ma punta anche ad un modello di successo che potrebbe essere usato nel paese per espandere la proprietà ed il benessere a normali lavoratori. Questa esperienza mostra che se solo avessimo più risorse per sperimentare politiche economiche pratiche e fondate, potremmo creare molti più posti di lavoro con salario minimo e aziende che sostengano la comunità, cosa di cui abbiamo disperato bisogno.

La Grande Recessione ha portato molti a prendere in considerazione vie migliori per organizzare la nostra economia, come succede sempre durante le crisi economiche. Ma la realtà è che la nostra economia, anche durante i "bei tempi", ha sempre deluso i lavoratori. Quindi abbiamo bisogno di pensare nel lungo termine e cambiare le nostre strategie per costruire una economia duratura, democratica, equa e giusta.


La Grande Recessione nel Maine: Una Brutta Situazione Peggiora

In seguito alla Grande Recessione, il Maine ha recuperato meno della metà dei lavori che abbiamo perso (classificandosi 46esimo tra gli stati): siamo a due posti dal fondo classifica per la crescita totale di lavoro, e abbiamo uno dei più alti numeri di lavoratori part-time che vogliono più lavoro ma non riescono a trovarlo. Quasi un terzo dei disoccupati del Maine cercano lavoro da più di sei mesi, il che è più del doppio della media nazionale. E la poca crescita che c'è stata è avvenuta quasi esclusivamente nella regione metropolitana di Portland, nel sud del Maine.

Ma non è che i nostri lavoratori prosperassero prima della Grande Recessione.

Negli ultimi 30 anni, i guadagni dei lavoratori più poveri del Maine crescevano solo del 27 per cento, mentre i guadagni degli abitanti più ricchi del Maine saliva del 67 per cento. A cominciare dagli ultimi anni '90, il Maine ha perso più lavori manifatturieri pro capite che qualunque altro stato. I lavoratori del Maine hanno anche i guadagni medi più bassi di tutti gli stati del New England e, delle 16 contee del Maine, 14 sono tra le più povere della regione. Come risultato, un abitante del Maine su sette e più di un bambino su cinque vivono in povertà. Più vergognosamente, la povertà caratterizza più di un bambino su quattro, e uno su tre nelle nostre contee più povere.

In breve, i bassi salari del Maine, prospettive limitate di lavoro, la povertà in aumento e la crescente inuguaglianza non sono solo il risultato della Grande Recessione; sono strutturali e di vecchia data. Abbiamo bisogno di cambiare il modo in cui funziona l'economia da un po' di tempo. Ed è esattamente per questo che strategie per creare aziende sostenibili e democratiche come la Island Employee Cooperative sono così necessarie


La Island Employee Cooperative: Un Modello per il Maine e per la Nazione

Le cooperative di lavoratori mangono la promessa di occuparsi fondamentalmente dei nostri guai economici di lunga durata. Poiché  danno ai membri egual voce nell'amministrazione della cooperativa, una cooperativa di lavoratori difficilmente prenderà e lascerà la sua comunità. Questi posti di lavoro sono posseduti democraticamente dalle persone che ci vivono e lavorano.

In aggiunta, nelle cooperative di lavoratori, i dipendenti hanno un incentivo per lavorare più duramente e in modo più intelligente, perché beneficeranno da una divisione equa dei profitti. E quando la cooperativa di lavoratori affronta difficoltà finanziare, la prima risposta non è licenziare le persone. Questo perché i lavoratori-proprietari dividono anche i rischi e i pesi dell'azienda. Invece, i membri spesso si riuniscono per trovare soluzioni democratiche ai loro problemi, come un abbassamento temporaneo dei salari o il taglio delle ore per tutti i lavoratori, così che nessuno debba perdere il lavoro. Questo è uno dei maggiori fattori che fa anche sì che le cooperative di lavoratori siano più sostenibili economicamente in comunità con basse entrate.

Per i nuovi lavoratori-proprietari dell'Island Employee Cooperative, la trasformazione in cooperativa, nel tempo, creerà profondi cambiamenti nelle loro vite quando cominceranno ad investire alcuni dei profitti dell'azienda in migliori salari e benefit – qualcosa di estremamente inconsueto per chi fa parte del commercio al dettaglio. La cooperativa sta anche già collaborando con il Maine Community College System per tenere programmi educativi in loco così che i lavoratori possano migliorare le loro conoscenze e capacità. Mentre i posti di lavoro nel commercio al dettaglio sono spesso dipinti come a basso salario e senza via d'uscita, questi lavoratori del settore del commercio al dettaglio ora sono proprietari d'azienda che impareranno a prendere insieme molte decisioni difficili. E poiché l'IEC è uno dei più grandi datori di lavoro dell'isola, il modello di proprietà della cooperativa avrà un enorme impatto sulla comunità, man mano che molte più famiglie costruiranno la loro fortuna attraverso la proprietà democratica.

Questo è un modello che possiamo e dovremmo far crescere.


Un Nuovo Approccio allo Sviluppo Economico

Sfortunatamente, esempi di successo come l'IEC sono rari negli Stati Uniti, perché lo sviluppo di cooperative di lavoratori ha poco o nessun supporto da parte della città, dello stato e del governo federale. Invece, queste istituzioni spendono una fortuna per programmi di sviluppo economico che creano profitti insperati per le società di capitali, ma pochissimi lavori con salari minimi e sostenibili.

Il modo in cui gli stati hanno tradizionalmente perseguito lo sviluppo economico si affida essenzialmente "alla caccia alle grandi aziende" e sognare nuovi regali fiscali per aziende fuori dallo stato. Questo serve a beneficiare l'1% mentre si lasciano i lavoratori nella polvere.

Una strategia meno costosa, più efficiente e più equa di focalizzarsi sullo sviluppo di cooperative di lavoratori guiderebbe gli investimenti verso iniziative a livello popolare per la sostenibilità lavorativa. Esistono già alcuni supporti: per esempio, la città di New York ha appena approvato il suo budget per il 2015 e sta investendo più di un milione di dollari in un programma comprensivo per sostenere lo sviluppo di cooperative di lavoratori, incluso la direzione di risorse esistenti per lo sviluppo di aziende verso un maggior supporto nei confronti di cooperative di lavoratori. L'Ohio ha fornito piccole borse di studio per studi di fattibilità ed assistenza tecnica a dipendenti che stanno pensado ad un acquisto cooperativo del loroluogo di lavoro, usando fondi federali che sono disponibili in ogni stato (ma utlizzato solo da una mezza dozzina o così via). Borse di Studio per lo Sviluppo Rurale Cooperativo da parte del Ministero dell'Agricoltura degli Stati Uniti sostengono lo stato e i gruppi regionali che forniscono servizi di sviluppo cooperativo in aree rurali (anche se non solo cooperative di lavoratori).

Ci sono ulteriori esempi di politiche di sostegno, ma ammontano ad una piccola goccia nel mare in confronto a quello che viene speso per i tipici approcci allo sviluppo economico che fanno poco per i lavoratori.

Per cominciare a far crescere lo sviluppo della cooperative di lavoratori, dobbiamo fornire assistenza tecnica e piccole borse di studio pre-sviluppo affiché le persone mettano in piedi cooperative nelle loro comunità, rendere disponibile una migliore educazione su come gestire una cooperativa, fornire garanzie di prestiti per gruppi che altrimenti lotterebbero per avere accesso al credito, ed offrire incentivi fiscali mirati e responsabili.

Le comunità nel paese trarrebbero beneficio da maggiori iniziative che sostengono lo sviluppo di nuove cooperative, così come la conversione di aziende esistenti in aziende possedute dai lavoratori come la Island Employee Cooperative.

Questo approccio permetterebbe a molte più comunità di sostenersi, coltivare lavori con dignità, migliorare i salari ed aiutare più persone a creare ricchezza attraverso la proprietà democratica. E poi potremmo vedere una trasformazione in una economia che è veramente ed in maniera sostenibile al servizio dei bisogni di tutti.


Chesterton non era un liberale...

... o per lo meno lo fu solo per un po'.

Era un Distributista e per questo diede la vita.

Leggere l'Autobiografia, almeno quella...

martedì 30 settembre 2014

Un aforisma al giorno

«Gli uomini possono salvarsi unicamente con la volontà e con la fede. Nell'atto in cui si muove esclusivamente la loro ragione, essa si muove secondo la vecchia linea circolare: gli uomini gireranno chiusi in questo circolo logico, come un uomo in un vagone di terza classe dell'Inner Circle continuerà a girare in tondo nell'Inner Circle, finchè non si decida a compiere il volontario, vigoroso e mistico atto di scendere a via Gower. Quello che conta qui, è la decisione; una porta deve essere chiusa per sempre».


Gilbert Keith Chesterton, Ortodossia

Uomovivo alla Sapienza (proprio così...)

Quello che vi proponiamo è un bell'evento, si tratta della rappresentazione di Uomovivo all'Università La Sapienza di Roma. Si tratta dello spettacolo diretto da Otello Cenci e messo in scena da Giampiero Pizzol (che ne ha curato la versione teatrale) Laura Aguzzoni, Giampiero Reggiani, Andrea Soffiantini al Meeting di Rimini del 2013 e che ha avuto sinora un grande successo. Molto, molto bello da vedere.

Qui sotto c'è la locandina e più sotto c'è pure un'altra locandina che riguarda una serie di incontri che precederanno Uomovivo (il 2, 9, 16 Ottobre con vari ospiti come Sabina Nicolini, Andrea Monda, don Fabio Bartoli, Paolo Pegoraro).

Il clou sarà il 23 Ottobre 2014 alle ore 18.30 nell'Aula Magna dell'Università La Sapienza.

Gilbert alla Sapienza è molto interessante, dovrebbe essere normale ma è un paradosso vero e proprio.

Accorrete numerosi, dunque.

http://costanzamiriano.com/2014/09/30/uomovivo-alla-sapienza/



domenica 28 settembre 2014

Un aforisma al giorno

Il tipo di uomo che ammira l'arte italiana mentre disprezza la religione italiana è un turista e un mascalzone.

Gilbert Keith Chesterton, Dublin Review, Jan-Mar. 1925 

venerdì 26 settembre 2014

Guardate quanto è bello e quanto è avanti il Diario della Scuola Chesterton (ce l'abbiamo solo noi... )

Un aforisma al giorno


Vi è una sola ragione che spieghi perché gli adulti non giocano con i giocattoli, ed è che per giocare con i giocattoli ci vuole più tempo e fatica che a fare qualunque altra  cosa.

Gilbert Keith Chesterton, La Nonna del Drago e altre serissime storie

mercoledì 24 settembre 2014

Don Camillo e Padre Brown a Treviso

Caro Camillo Langone, Chesterton t'avrebbe dato un bel voto ma t'avrebbe detto: vai in fondo e dilla tutta, la verità!

http://www.ilfoglio.it/articoli/v/121198/rubriche/preghiera-langone-elisa-autista-atac-aggredita-roma.htm

Leggete questo breve brano di Camillo Langone su un episodio di cronaca, poi assaggiate qualche brano da questo splendido libro di Chesterton. In particolare dovreste leggere tutto intero il capitolo che si intitola "Femminismo, ovvero l'errore sulla donna", che non possiamo citare tutto intero per evidenti ragioni. L'edizione che citiamo è quella Rubbettino (ebook, traduzione dell'amica Annalisa Teggi).

"È la singolare psicologia dell'agio e del lusso che falsifica la vita. Una certa conoscenza di alcuni movimenti moderni, quei tipi di movimento che si definiscono "evoluti"', mi ha portato alla convinzione che essi si adagino su esperienze proprie solo della gente ricca."

"Potrei fare molti altri esempi sulla presenza di presupposti plutocratici dietro le mode progressiste. Per citarne uno: c'è un presupposto plutocratico alla base della frase: «Perché una donna dovrebbe essere economicamente dipendente dall'uomo?». La risposta è che tra la gente comune e povera la donna non lo è, eccetto nel senso in cui l'uomo dipende da lei. Il cacciatore si strappa i vestiti, ci deve essere qualcuno che li rammenda. Il pescatore deve prendere i pesci, qualcuno deve cucinarli. È certamente assodato che questa concezione moderna della donna come "grazioso parassita", "giocattolo", ecc., è nata da una "contemplazione approfondita della famiglia di un qualche ricco banchiere, da cui emerge che il banchiere va in città e finge di far qualcosa, mentre la moglie del banchiere va al parco e non fa assolutamente finta di non far nulla. Un pover'uomo e sua moglie sono una società d'affari. Se in una casa editrice un socio fa i colloqui agli scrittori, mentre l'altro fa i colloqui agli impiegati, chi dei due è economicamente dipendente? Hodder era forse un parassita attaccato a Stoughton? Marshall era forse solo un giocattolo per Snelgrove (Hodder, Stoughton, Marshall e Snelgrove erano grandi editori inglesi associati, ndr)?"

Gilbert Keith Chesterton, Cosa c'è di sbagliato nel mondo

martedì 23 settembre 2014

Un aforisma al giorno

«L'unica cosa che non viene mai insegnata, nemmeno per caso, nell'atmosfera delle scuole pubbliche è questa: che c'è una verità delle cose, e che nel conoscerla e nel parlarne diventiamo felici».

Gilbert Keith Chesterton, All things considered

La nostra visita a Minneapolis dal sito della Chesterton Academy

http://www.chestertonacademy.org/chesterton-of-italy-visit/

Distributismo in opera - Workers in Maine Buy Out Their Jobs, Set an Example for the Nation

Volete vedere delle concrete realizzazioni del distributismo e non vi basta quello che esiste in Italia?

Ecco qualche notizia dall'America.

Ovviamente in inglese. Ma presto una traduzione.

www.truth-out.org/opinion/item/26160-workers-in-maine-buy-out-their-jobs-set-an-example-for-the-nation


lunedì 22 settembre 2014

Un aforisma al giorno (attuale, attualissimo, dimostratemi il contrario...)

Lo scopo dell’istruzione obbligatoria è di privare la gente comune del proprio buon senso.


Gilbert Keith Chesterton, Illustrated London News, 07.09.1929

(Questa è la copertina di un numero originale dell'Illustrated London News, rivista per l'appunto illustrata su cui scrisse Chesterton praticamente per tutta la sua vita professionale. Per gentile concessione degli amici della Società Chestertoniana Americana. Foto di Marco Sermarini - come disse una volta Paolo Pegoraro, con noi si viaggia sempre il prima classe... ah ah ah!)