mercoledì 28 giugno 2017

Un aforisma al giorno

Tutti gli uomini sono uomini comuni; gli uomini straordinari sono quelli che si rendono conto di tutto ciò.

Gilbert Keith Chesterton, La serietà non è una virtù 

Un aforisma al giorno

lunedì 26 giugno 2017

Su Rod Dreher, sulla Benedict Option...

Approssimandosi l'incontro di mercoledì 28 Giugno 2017 sul libro di Rod Dreher "The Benedict Option" a San Benedetto del Tronto nell'ambito della Festa del beato Pier Giorgio Frassati e voluto dall'Associazione di Promozione Sociale Santa Caterina d Siena, vi riportiamo qualche articolo sul tema già apparso sul nostro blog:


Rod Dreher si interessa alla Scuola Chesterton ed ai Monaci di Norcia:

http://uomovivo.blogspot.it/2016/03/rod-dreher-si-interessa-alla-scuola.html

Rod Dreher continua a parlare della Scuola Chesterton partendo da Chesterton:


Do We Need The Benedict Option? Yes, Says Bishop:

domenica 25 giugno 2017

Rod Dreher a San Benedetto del Tronto

Il 28 Giugno 2017 dalle ore 19.30 (l'incontro vero e proprio inizierà alle 21.15) Rod Dreher incontrerà i lettori italiani del suo ultimo libro, The Benedict Option, primo in classifica per diverse settimane secondo il Bew York Times.

Tra i protagonisti del libro sono anzi siamo noi chestertoniani distributisti e loschi di San Benedetto del Tronto, quelli della Scuola Chesterton, per capirci. E pure i monaci di Norcia, per i quali interverrà padre Benedetto Nivakoff, il loro priore.

Tutto parte dall'ultima pagina del libro di Alasdair McIntyre, After Virtue: non aspettiamo un nuovo Godot ma un nuovo Benedetto che ricrei luoghi di vita vera in un luogo in cui non solo sono arrivati i nuovi barbari ma ci governano.

Che debbo dirvi? Vi aspetto a San Benedetto del Tronto presso il centro educativo la contea sul colle di Santa Lucia. Se volete capire un po' di più, è sufficiente che andiate a visitare il blog di Rod su The American Conservative, oppure cerchiate de Benedict option su internet.

Marco Sermarini

giovedì 22 giugno 2017

Oggi è San Giovanni Fisher e San Tommaso Moro, due dei santi preferiti di Chesterton...

La Chiesa festeggia i due santi inglesi Giovanni Fisher (vescovo) e Tommaso Moro (laico, marito e padre).

Chesterton ebbe un rapporto strettissimo con le vicende dei Martiri Inglesi, di cui i due festeggiati oggi sono solo tra i primi di una lunga e quasi ignota schiera che la Chiesa ha inteso porre come esempio da ormai un centinaio d'anni, da quando sono state possibili le ricerche e la raccolta delle informazioni sulle vite di queste centinaia e migliaia di cattolici che resistettero all'eresia dando anche la vita. Una lunga schiera davvero. Il Martirologio Romano si è caricato dei nomi di Edmund Campion, John Southwell, di mamme che accoglievano in casa preti e catechisti e che morirono per questo. In Inghilterra è possibile visitare luoghi in cui ci sono ancora i priest hole, i buchi nel pavimento dove i poveri preti clandestini potevano nascondersi per giorni agli aguzzini anglicani. La morte che ebbero i malcapitati fu sempre tremenda: impiccati, squartati, ridotti a pezzi. Vicino ad Hyde Park, se andate a Londra è una visita obbligatoria, c'è il loro Santuario, retto da monache benedettine adoratrici. è proprio lungo il lato est del parco, a poche centinaia di yarde dallo Speaker's Corner (basta attraversare la strada).

Il rapporto di Chesterton coi Martiri fu davvero stretto: scrisse molto su Thomas More, diede una famosa conferenza a Roma in occasione della sua beatificazione:

http://uomovivo.blogspot.it/2011/08/unaltra-novita-chestertoniana-al.html

C'è anche chi qui in Italia gli ha dedicato un'antologia dei suoi scritti moreani:

http://uomovivo.blogspot.it/2016/02/una-mente-come-un-diamante-scritto-su.html

Qui di seguito altri accenni dal nostro blog:

http://uomovivo.blogspot.it/2009/09/dallamico-maturin-chesterton-e-san.html

http://uomovivo.blogspot.it/2008/05/chesterton-in-altre-parole.html

Considerate che Chesterton, grande finanziatore della sua parrocchia a Beaconsfield, avrebbe voluto che la stessa fosse intitolata ai Martiri Inglesi, ma non fu accontentato, in quanto il titolo originario fu dedicato a Santa Teresina del Bambin Gesù (di Lisieux). Solo dopo la sua morte a tale titolo furono aggiunti Thomas More e John Fisher e gli English Martyrs.

Qui ci sono due vecchie foto, di cui una ritrae anche il sottoscritto ai piedi del "collega" avvocato More (lo so che chi esce massacrato dal paragone sono io, gloria a Tommaso!). Sono foto fatte nella cappella dei Martiri Inglesi finanziata a Beaconsfield nella Chiesa parrocchiale da Chesterton, con l'altare antico e le catene e gli anelli esattamente come quelli della cella di Thomas More nella Torre di Londra. Quelli ritratti sono solo un piccolo gruppo del ben maggiore di cui man mano si scoprono e si ricostruiscono gli atti. Posso testimoniare dell'esistenza della conversione e della vocazione al sacerdozio di un mio carissimo amico americano che si convertì dal luteranesimo e scelse il sacerdozio dopo aver conosciuto le storie dei preti che difesero la vera messa con il loro sangue.

Personalmente ho visitato tutti questi luoghi e ne sono uscito diverso ed edificato.

Ecco, questo amore per loro è molto significativo, specie oggi che sembrerebbe necessario elidere le differenze e far finta che non esistano.

Marco Sermarini


     

mercoledì 21 giugno 2017

Lyme Regis Sed Sine Regina - Chesterton dedica una poesia alla piccola città che lo accoglie in vacanza e gli fa trovare piccole nuove amiche.

When last I went riding

Through Lyme of the King

I heard the town's Crier

I heard the bell ring.

But not for the lost King

That's over the water

It wailed through the West

For a Queen and a daughter
Ah woe for the townland

That wails for its queen

For the Unicorn fled

Where Fame's garland is green.

For in quest of the Laurel

She went up to town

— Ah, if I were the Lion

We'd fight for the Crown.

XV Chesterton Day - Manca poco...

martedì 20 giugno 2017

Lyme Regis, qualche foto...

I Chesterton passarono diverso tempo in vacanza nella cittadina di Lime Regis nel Dorset, una località di mare. Qui conobbero la famiglia Nicholl, di cui al precedente post.

Soggiornarono al Three Cups Hotel, che oggi è chiuso e di fatto abbandonato.

Qui c'è anche una foto con Gilbert dinanzi all'hotel.

Approfondiremo.

Three Cups Hotel, come è oggi
Chesterton davanti al Three Cups Hotel
Lyme Regis, oggi

XV Chesterton Day - Si avvicina...

Sagoma per il teatrino delle marionette di Chesterton fatta con le sue mani - I Chesterton e i bambini

Questa che vedete è una delle tante sagome che Chesterton creava con le sua mani per il teatrino delle marionette, per la gioia dei grandi e soprattutto dei piccini. Lo trovate alla Chesterton Library, dove presso i Padri dell'Oratorio si conservano tante belle cose di Chesterton. La Library è gestita da un gruppo di Trustees ed è stata fondata tra gli altri dal nostro amico Aidan Mackey e dal compianto amico Stratford Caldecott. Andateci a nome nostro, dei Chestertoniani d'Italia e mio personale. Capiranno subito che non siete normali ma vi accoglieranno con comprensione e affetto…

Della passione di Gilbert per il teatrino abbiamo parlato diverse volte. Ne parla in lungo e in largo anche la sua Autobiografia. Le migliori biografie si soffermano sull'amore di Gilbert per quest'arte insegnatagli dal babbo Edward detto Ed. Si parla anche dell'amore per i bambini di Gilbert e Frances.

E' noto che Gilbert e la moglie organizzassero spesso feste e intrattenimenti per i bambini di Beaconsfield, e che con loro fossero affettuosi e generosi. La festa davvero mitica era quella che si svolgeva tutti gli anni in prossimità del Natale quando i bambini venivano tutti invitati a casa Chesterton e passavano un intero pomeriggio con giochi e spettacoli organizzati da Gilbert e Frances, e regalini per tutti. A raccontarlo mi commuovo tutte le volte.

Voi direte: stranezze di due poveretti che non avevano avuto figli. No, carissimi. Non è scontato fare così quando Nostro Signore ha deciso di darti altre gioie o di farti esercitare la paternità e la maternità altrimenti (noi non siamo tutti loro figli?). E soprattutto ci vuole uno spirito davvero innocente e l'aver capito che l'infanzia spirituale è la chiave di tutto, è il modo di salvarsi (se non ritornerete come bambini non entrerete nel Regno dei Cieli, mi pare che la cosa suonasse così, giusto? C'è ancora nel Vangelo e mi pare non sia assoggettabile a particolari interpretazioni…).

Quando sono andato a Beaconsfield la prima volta mi hanno raccontato che doveva essere morta da poco una vecchietta che da bambina aveva conosciuto Chesterton. In pratica la bimba veniva di sovente mandata dalla mamma a casa dei Chesterton con un cestino di funghi freschi, e veniva accolta e ringraziata da Frances o dalle persone che accudivano la famiglia dei nostri eroi. Chesterton lo seppe e disse che d'ora in avanti avrebbe voluto ringraziare di persona tutte le volte che si fosse presentata quella gentilissima bambina… E così fece: non con lo scontato atteggiamento dei grandi verso i piccoli ma con la serietà di un piccolo verso un grande. La trattava come un'ospite vero. Divennero amici.

La mia cara amica Nancy Carpentier Brown ha scritto un bellissimo libro (The Chesterton and the Golden Key) in cui racconta la storia dell'amicizia tra le Sorelle Nicholl ed i Chesterton: le ragazze Nicholl incontrarono i Chesterton a Lyme Regis, un posto dove questi si recavano in vacanza e dove si sarebbero dovuti trattenere per soli due giorni, e dove rimasero per due settimane e tornarono tante volte. Le ragazze che conoscevano i libri di Gilbert li invitarono per un tè a casa loro. Gilbert e Frances accettarono subito (invito alle tre per il tè delle cinque) e rimasero amici per tutta la vita. Una pagina poco nota, soprattutto a chi seleziona il Chesterton più o meno gradito o più o meno adatto alle proprie idee, ma di Chesterton ce n'è uno solo.

Infanzia ed amicizia. Infanzia ed amicizia. Che bella coppia! Ci salveranno! L'essere adulti spirituali mi preoccupa molto, moltissimo. L'essere infanti è la strada, ce lo dice Nostro Signore e ce lo ripete Gilbert.

Marco Sermarini



lunedì 19 giugno 2017

Un aforisma al giorno

Ciò che avvelena il mondo non è l'eccesso di critica, ma l'assenza di autocritica.

Gilbert Keith Chesterton, Sidelights on New London and newer York


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