giovedì 5 marzo 2015

Un aforisma al giorno (riciclato ma non meno bello)

Un aforisma al giorno (quaresimale quanto mai)

"Cedere alla tentazione è come cedere ad un ricattatore: paghi per essere libero, ma ti ritrovi ad essere ancora più schiavo".

Gilbert Keith Chesterton, The Daily News

Il Gruppo Chestertoniano Modenese prende forma...

Caro presidente e cari chestertoniani tutti,

il gruppo chestertoniano modenese sta iniziando a prendere forma... no, forse è un po' prematuro. Per il punto a cui siamo è meglio così: il gruppo chestertoniano modenese sta cercando di costituirsi.

C'è stata una prima occasione di incontro lo scorso 7 febbraio ma è stata un po' boicottata dalla neve e alla fine assieme al promotore, Giovanni, c'erano solo altre due persone.
 
Con le email dei presenti e di quelli che avaveno manifestatro interesse è stata creata una mailing list attraverso la quale abbiamo raccolto e ci siamo scambiati un po' di informazioni, in particolare sulle opere che abbiamo letto e sulle nostre preferenze.

Sabato prossimo proviamo ad incontrarci di nuovo dalle 16 alle 17 (per ora le previsioni dicono che ci sarà il sole... speriamo!). Se qualcuno in zona vuole aggiungersi, ora che siamo agli inizi, sarà ben accetto. La prevalenza a quanto ho capito è di Modena e limitrofi, ma io sono in provincia di Bologna e sto più o meno alla stessa distanza di un bolognese. Gli incontri non saranno molto molto frequenti.

In ogni caso vi terremo aggiornati su quello che facciamo 

Chi volesse informazioni per raggiungerci sabato, scriva a: chestertonmodena@gmail.com

Alla prossima
Maria Grazia Gotti

mercoledì 4 marzo 2015

Una riflessione... dissidente sulla recente "riforma" delle banche popolari - di Benedetta Scotti

http://www.lintellettualedissidente.it/economia/morte-al-piccolo-capitale/

Gli atti di Fede e le Crociate - di Fabio Trevisan (da Riscossa Cristiana)

Gli atti di Fede e le Crociate - di Fabio Trevisan

"Gli atti di fede e le crociate, le gerarchie e le orribili persecuzioni non ebbero per scopo, come dicono gli ignoranti, la soppressione della ragione, bensì la difficile difesa della ragione".

zzchstr1Ai giorni nostri questa frase di Gilbert Keith Chesterton (1874-1936), tratta dal saggio Ortodossia del 1908, potrebbe suscitare perplessità e preoccupazione. Qualche pensatore moderno potrebbe addossare allo scrittore inglese la qualifica di guerrafondaio giustificazionista di ogni crimine della Chiesa e così via di questo passo. Nessuno sembra preoccuparsi della difesa della ragione, come espresso chiaramente da Chesterton. Il grande pensatore cattolico londinese intendeva preservare, con la ragione, l'autorità legittima: "Se l'antico anello dell'autorità sarà spezzato dallo scetticismo, nello stesso momento vedremo la ragione traballare sul suo trono".

Religione e ragione sedevano quindi sullo stesso trono, tanto che non poteva l'una prescindere dall'altra, essendo entrambe della stessa natura: "Di quanto la religione si allontana da noi, di altrettanto si allontana la ragione. Sono tutt'e due della stessa natura elementare ed autoritaria". Cosa accadde quindi quando il laicismo separò la religione dalla ragione ? Non solo divise la dimensione pubblica e quindi la regalità anche sociale di Nostro Signore Gesù Cristo da quella intimistica privata, ma indebolì di fatto la ragione e scardinò dal trono l'autorità papale, come espresso brillantemente in Ortodossia "Con una fune lunga e resistente abbiamo cercato di rovesciare la mitra dalla testa dell'uomo pontificale, ed è venuta giù anche la testa".

Con questa efficace ed attuale immagine scaturita dalla feconda penna di Chesterton, egli ha posto in rilievo come il pensiero abbia a che fare con l'atto di fede ed è quindi necessario difenderlo, in quanto collegato alla realtà ("La ragione stessa è materia di fede ed è un atto di fede asserire che i nostri pensieri hanno relazione con la realtà"). La ragione, radicata nella Realtà onnisciente di Dio, era posta a servizio della Sua autorità, Logos e Amore, ed era messa a disposizione dell'uomo.

Pertanto, come giustamente argomentava il grande pensatore di Beaconsfield, non poteva l'uomo zzchstr2dubitare di Dio, Ragione Suprema, Bontà infinita. Egli stigmatizzava l'ideologia moderna di dubitare della Verità oggettiva: "Un uomo ha diritto di dubitare di se stesso, non della verità; questa proposizione è stata esattamente rovesciata. Oggigiorno ognuno crede esattamente in quella parte dell'uomo in cui dovrebbe non credere: se stesso, e dubita esattamente in quella parte in cui non dovrebbe dubitare: la ragione divina". 

Chesterton caldeggiava con quel suo stile paradossale impareggiabile che si tornasse a ragionare, che si capisse come la difesa dell'ortodossia e del dogma fossero indivisibili dalla salvaguardia della religione cattolica. Solamente nella tutela dell'ortodossia stava la prospettiva della salute e della salvezza dell'anima e per questi fini si doveva combattere. Una delle cose a cui l'uomo doveva assolutamente pensare, ribadiva nel saggio Ortodossia, era l'Assoluto: "Uno dei primi bisogni dell'uomo è quello di essere qualche cosa di più di un pragmatista". Nel romanzo Uomovivo poneva il cappello sulla testa di ogni uomo poiché ciascuno potesse rendersi conto dell'autorità e della bellezza di essere creature ad immagine e somiglianza di Dio. Allo stesso tempo impediva che la mitra fosse levata dal capo del Pontefice.

A coloro che ancora oggi parlano dell'oscurantismo della Chiesa e condannano acriticamente le crociate, gli atti di fede e le gerarchie potremmo rispondere con Chesterton che furono baluardi per difendere la fede con la ragione.

Egli soleva dire: "La Chiesa deve avere molta cura nel precisare la sua dottrina affinché noi tutti possiamo vivere senza cura".

martedì 3 marzo 2015

Novità su Pump Street... - William Blake

Ancora: chi compra su Pump Street sostiene tre belle cose: la Società Chestertoniana, una grande idea (Pump Street è una piccola grande idea) e il distributismo, l'unica idea socioeconomica vera e sana.

Non dimenticatelo.

Novità su Pump Street... - Gli alberi dell'orgoglio

E ricordatevi che chi compra su Pump Street sostiene tre cose belle: una grande idea, la Società Chestertoniana ed il distributismo, l'unica idea socioeconomica vera e sana, senza tema di smentite.

I fratelli americani si preparano alla loro 34esima Chesterton Conference

... ma tra gli illustri ospiti e il maestro di cerimonie Dale Ahlquist (oramai uno di noi) c'è un carissimo amico che ha anche la tessera della SCI e parlerà di Chesterton ed Emilio Cecchi: è il nostro caro padre Spencer Howe!

lunedì 2 marzo 2015

Un aforisma al giorno

Una grande nazione, e una grande civiltà, ha seguito per cento o più anni una forma di progresso che si considerava indipendente da certi vecchi collegamenti, i quali coincidevano con antiche tradizioni riguardanti la terra, il focolare e l'altare. Quella nazione è progredita sotto la guida di leader che erano sicuri di sé, per non dire arroganti. Erano persuasi che le loro regole economiche fossero immutabili, che la loro teoria politica fosse giusta, che il loro commercio fosse benefico, che i loro parlamenti fossero popolari, che la loro stampa fosse illuminata, che la loro scienza fosse umana. Sulla base di questa certezza, hanno convinto il popolo a partecipare a nuovi e smisurati esperimenti; a fare della loro nazione indipendente un'eterna debitrice di pochi ricchi; ad accumulare un gran numero di proprietà private fidandosi dei finanzieri; a ricoprire al loro terra di ferro e pietre e a spogliarla di erba e grano; a eliminare il cibo dal proprio paese per poi ricomprarlo dai confini del mondo; a permettere che i ricchi diventassero ancora più ricchi e meno numerosi, e i poveri ancora più poveri e più numerosi; a perdere ogni forma di prosperità moderata e di schietto patriottismo, finché non ci sono più stati né indipendenza senza lusso né lavoro senza bruttezza; a lasciare che milioni di uomini dipendessero da una disciplina e da un sostentamento indiretti e lontani, ammazzandosi di lavoro senza sapere per chi e prendendo i mezzi di sussistenza senza sapere da dove. […] Se posso dire una parola ai principi e ai governanti di questo popolo, dirò con la stessa serietà di qualsiasi affermazione fatta da un uomo ad altri uomini: 'Per l'amor di Dio, nel nostro interesse, ma soprattutto nel vostro, non abbiate la fretta sconsiderata di dire alla vostra gente che non c'è modo di uscire dalla trappola in cui la vostra stoltezza vi ha guidato; che non esiste progresso tranne quello che è approdato a questo risultato […]. Gli uomini forse vi perdoneranno di avere sbagliato, ma potrebbero non perdonarvi di avere disperato.


Gilbert Keith Chesterton, Il profilo della ragionevolezza

Di cosa parlavano l'articolo di Pietro Pisarra pubblicato su La Croix e l'articolo su La vie (grazie, Andrea Carbonari!)

Giorni fa avevamo segnalato un tweet di Pietro Pisarra, docente universitario italiano in Francia che ci segue su Twitter, e ora segnaliamo anche un altro articolo uscito su La Vie. In Francia, come molti sapranno, c'è una rinascita chestertoniana piuttosto interessante, grazie anche a Philippe Maxence; ecco cosa ci racconta il nostro Andrea Carbonari dell'articolo in questione (lui è tanto bravo, sa anche il francese!):


L'articolo di Pietro Pisarra 


pubblicato da La Croix presenta l'Autobiografia di zio Gilbert, intitolata in francese "L'uomo dalla chiave d'oro" (un riferimento al padre di GKC e il titolo di uno dei capitoli dell'opera). 

L'Autobiografia è stata da poco ripubblicata in Francia, anche se con una traduzione dall'inglese degli anni Quaranta. Il titolo è tratto dalla frase di Cecchi su GKC come vescovo e clown al contempo. 

Il pezzo tratto da La vie,


invece, è un articolo che parla a grandi linee del distributismo prendendo lo spunto dal romanzo "Sottomissione". Oltre che di zio Gilbert e di Belloc parla anche delle concrete esperienze imprenditoriali che si sono ispirate al distributismo, fra le quali la Mondragon Corporation spagnola e il Catholic Worker Movement. Spero di essere stato utile. Se hai bisogno di altro fammelo sapere. Saluti chestertoniani, Mr Pond.

domenica 1 marzo 2015

Un aforisma al giorno

L'uomo sulla nave da crociera ha visto tutte le razze umane e pensa alle cose che dividono gli uomini: alimentazione, abbigliamento, decoro, anelli al naso come in Africa o alle orecchie come in Europa, vernice blu tra gli antichi e vernice rossa tra i britannici moderni. L'uomo nel campo di caboli non ha visto nulla, ma pensa alle cose che uniscono gli uomini: la fame, i figli, la bellezza delle donne, la promessa o la minaccia del cielo.

Gilbert Keith Chesterton, Eretici

venerdì 27 febbraio 2015

Tweet da Piero Pisarra (@PieroPisarra)

Piero Pisarra (@PieroPisarra)
«Chesterton, évêque et clown ».
Mon dernier post pour le blog de La Croix
italie.blogs.la-croix.com/chesterton-eve…
@BellesLettresEd @Sochest @AmChestertonSoc


Appunto su Pound - di Piccolo da Chioggia (da Totalità)

«In forma di un commosso e gentile ricordo, uno scritto» di Ezra Pound «è dedicato a Gilbert Keith Chesterton, difensore delle cause nobili e, al pari di Pound, sincero ammiratore dell'Italia».

Il resto in questo collegamento.


http://www.totalita.it/articolo.asp?articolo=6644&categoria=1&sezione=0&rubrica=