giovedì 8 dicembre 2016

Un aforisma al giorno

La questione ora è chiara. È tra luce e tenebre e ognuno deve scegliere la sua parte.

Le ultime parole di G.K. Chesterton

mercoledì 7 dicembre 2016

Un aneddoto su Chesterton - da Lance Sieveking

Un aneddoto che Lance Sieveking (un figlioccio di Chesterton) ricorda:

Ero presente in casa del mia padrino, quando quei quattro giganti- [H.G.] Wells, [G. B.] Shaw, [H.] Belloc, e Chesterton - gridavano, interrompendosi a vicenda, argomentando e ridendo...

Una volta, ricordo, misero in discussione l'opportunità o meno dell'immortalità personale. Chesterton  osservò: "HG soffre lo svantaggio che, se ha ragione lui, non lo saprà mai. Saprà solo se ha torto". Wells esclamò esasperatamente, al che Belloc disse: "C'è qualcosa di sommamente inutile nel discutere l'opportunità o inopportunità dell'inevitabile". Al che Shaw accusò Belloc di porre abitualmente questioni di principio e poi annientò Chesterton per evidente evasione di tutti i punti a tema in ogni discussione su qualsiasi argomento e poi, senza che gli altri tre potessero dire una parola, procedette oltre sull'immortalità personale, impersonale, metaforica, mitologica e così via. Finalmente, dopo venti minuti, si fermò e [Chesterton] osservò il soffitto: "Questo, credo, è ciò che è noto come mettere il tutto in poche parole".

Aneddoti su Chesterton - I Quattro Giganti

Un aneddoto che Lance Sieveking (un figlioccio di Chesterton) ricorda:

Ero presente in casa del mia padrino, quando quei quattro giganti- [H.G.] Wells, [G. B.] Shaw, [H.] Belloc, e Chesterton - gridavano, interrompendosi a vicenda, argomentando e ridendo...

Un aforisma al giorno (da Robert Browning, traduzione di U. Mesina, Prefazione di M. Sermarini)

Ci sono migliaia di europei istruiti che amano l'Italia, che ci vivono, che ci si recano ogni anno, che attraversano un intero continente per vederla, che danno la caccia ai suoi dipinti più oscuri e alle sue sculture più cadenti; ma sono tutti accomunati da questo, che considerano l'Italia un posto morto. È una galleria nel loro museo universale, un distretto di ossa fossili. Ci sono persone ricche e beneducate, soprattutto americani, che sembrano pensare di tener l'Italia come terrebbero una voliera o una serra calda, in cui possono passeggiare ogniqualvolta hanno voglia di una folata di bellezza. Browning non nutriva affatto simili sentimenti; era intrinsecamente incapace di un simile insulto all'anima di una nazione. Se non avesse potuto amare l'Italia come una nazione, non avrebbe consentito ad amarla come un negozio di antiquario. In ogni cosa al mondo, dal Medioevo all'ameba, di cui tanto si parla in Mr Sludge the Medium, egli è interessato alla vita che c'è nelle cose.
Era interessato alla vita nell'arte italiana e alla vita nella politica italiana. Forse il primo e il più semplice esempio che si può offrire al riguardo è l'interesse di Browning per l'arte. Egli era sempre stato smisuratamente affascinato da pittura e scultura e il suo soggiorno in Italia gli diede, ovviamente, innumerevoli occasioni perfette di studiare pittura e scultura. Ma il suo interesse per questi studi non era come quello del comune visitatore istruito che gira per le città italiane. Migliaia di questi visitatori, per fare un esempio, studiano quei magnifici busti pagani che in file interminabili ti capitano davanti in quasi ogni galleria e museo d'Italia, li ammirano, li annotano nei loro cataloghi e li descrivono nei loro diari. Ma il modo in cui essi influivano su Browning è descritto in maniera suggestiva in un passaggio di una lettera di sua moglie. Ella descrive il proprio desiderio che suo marito ricominci a scrivere poesie, le sue implorazioni a lui perché scriva poesie; ma tutte le sue richieste cadono nel vuoto perché suo marito è impegnato tutto il giorno a modellare busti di creta e a spaccarli non appena li ha terminati. Questo era l'interesse di Browning per l'arte: l'interesse per una cosa viva, l'interesse per una cosa che cresce, l'interesse insaziabile per come si fanno le cose.

Gilbert Keith Chesterton, Robert Browning, traduzione di Umberta Mesina

Una recensione dell'ultimo libro di Annalisa Teggi

https://costanzamiriano.com/2016/12/07/siamo-tutti-fuori-viaggio-nel-paese-delle-meraviglie-di-g-k-chesterton/

martedì 6 dicembre 2016

Robert Browning! Bellissimo!

Colpo di scena!

Dovremmo riuscire a stampare in questi giorni anche il bellissimo Robert Browning, il libro che rese famoso il giovane GKC.

Tradotto nei mesi scorsi da Umberta Mesina, il volume è di 192 pagine. 
Faremo solo 250 copie in digitale numerate.

La n° 1 è per Umberta, la n° 2 per l'Uomo Vivo che firmerà la prefazione.
Ora tocca a voi dare e prendervi i numeri!
Per chi ha già ordinato la Divina Poltrona, potendo fare spedizione unica, il prezzo sarà di 12 € (spedizione compresa).
Prenotate scrivendo a laperlapreziosa@libero.it

Nel testo ci sono perle come questa, che è bene sfoggiare in questi giorni:

Ci sono migliaia di europei istruiti che amano l’Italia, che ci vivono, che ci si recano ogni anno, che attraversano un intero continente per vederla, che danno la caccia ai suoi dipinti più oscuri e alle sue sculture più cadenti; ma sono tutti accomunati da questo, che considerano l’Italia un posto morto. È una galleria nel loro museo universale, un distretto di ossa fossili. Ci sono persone ricche e beneducate, soprattutto americani, che sembrano pensare di tener l’Italia come terrebbero una voliera o una serra calda, in cui possono passeggiare ogniqualvolta hanno voglia di una folata di bellezza. Browning non nutriva affatto simili sentimenti; era intrinsecamente incapace di un simile insulto all’anima di una nazione. Se non avesse potuto amare l’Italia come una nazione, non avrebbe consentito ad amarla come un negozio di antiquario. In ogni cosa al mondo, dal Medioevo all’ameba, di cui tanto si parla in Mr Sludge the Medium, egli è interessato alla vita che c’è nelle cose.
Era interessato alla vita nell’arte italiana e alla vita nella politica italiana. Forse il primo e il più semplice esempio che si può offrire al riguardo è l’interesse di Browning per l’arte. Egli era sempre stato smisuratamente affascinato da pittura e scultura e il suo soggiorno in Italia gli diede, ovviamente, innumerevoli occasioni perfette di studiare pittura e scultura. Ma il suo interesse per questi studi non era come quello del comune visitatore istruito che gira per le città italiane. Migliaia di questi visitatori, per fare un esempio, studiano quei magnifici busti pagani che in file interminabili ti capitano davanti in quasi ogni galleria e museo d’Italia, li ammirano, li annotano nei loro cataloghi e li descrivono nei loro diari. Ma il modo in cui essi influivano su Browning è descritto in maniera suggestiva in un passaggio di una lettera di sua moglie. Ella descrive il proprio desiderio che suo marito ricominci a scrivere poesie, le sue implorazioni a lui perché scriva poesie; ma tutte le sue richieste cadono nel vuoto perché suo marito è impegnato tutto il giorno a modellare busti di creta e a spaccarli non appena li ha terminati. Questo era l’interesse di Browning per l’arte: l’interesse per una cosa viva, l’interesse per una cosa che cresce, l’interesse insaziabile per come si fanno le cose
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Gilbert Keith Chesterton, Robert Browning, traduzione di Umberta Mesina

Chesterton, il Papa, giacchette e citazioni - 3

Terzo round, amici, cerco di inserire in ordine di tempo e con logica, anche se a me manca sempre il primo (il tempo) e molto più la seconda (la logica).

Si inserisce nella discussione Umberta Mesina, che si sta distinguendo ultimamente come traduttrice di Chesterton (sua, da ultimo, quella de La divina poltrona e di Robert Browning, oltre a tante altre di minor volume). Umberta ha fatto un commento di cui solo oggi mi avvedo e che ho inserito sia nella sedes materiae che qui di seguito:


Detesto le discussioni e normalmente non ci metterei il naso. Qui però la giustizia vuole che dica qualcosa. 

Verosimilmente Andrea Monda si riferiva (verosimilmente, visti i quattro giorni di distanza) al dialogo che il vaticanista Aldo Maria Valli pubblicò nel proprio blog il 30 settembre, in cui usava le parole di Gilbert per farlo parlare contro il Santo Padre.  

Siccome mi pare che a qualcuno sia sfuggito, ecco qua il link: http://www.aldomariavalli.it/2016/09/30/il-papa-lannuncio-la-verita-due-chiacchiere-con-chesterton/

Mi stupisce che Paolo Pegoraro non ne faccia conto, perché fu lui nel nostro gruppo FB a dire che quello di Valli era un Chesterton triste e che non era Chesterton ma lo specchio di Valli. Il link alla discussione, del 1° ottobre, è questo: https://m.facebook.com/groups/121407199255?view=permalink&id=10155237218874256  

Quanto a me, avevo già detto quel che avevo da dire in merito al pezzo di Valli e potete leggerlo lì, se vi va.

Umberta Mesina


Quindi riprende la tenzone Fabio Trevisan, che invia sia per mail che in commento (penso che i due scritti siano uguali) quanto segue:

Non sono d'accordo con Monda nel cercare di difendere l'uno (Gilbert) con l'altro (Papa Francesco). La trovo un'operazione sbagliata. L'ho già espresso nel mio articolo: "Date a Chesterton quel che è di Chesterton e a Bergoglio quel che è di Bergoglio". La mia preoccupazione, da appassionato cultore di Chesterton, è quella di restituire a lui quello che ha veramente detto, cercando di approfondire i suoi testi. Per quanto riguarda la polemica su Avvenire di Monda sull'uso di Chesterton contro Bergoglio la ritengo, oltre che sbagliata, iniqua. Ho letto l'articolo di Aldo Maria Valli e il suo parlare con Chesterton e l'ho trovato umoristico e condivisibile. Anch'io credo, al contrario di Monda, che Chesterton e Papa Francesco siano per tanti aspetti antitetici. Lo documenterò ancora anche nel prossimo numero su Riscossa Cristiana. Monda fa poi riferimento all'uso della Verità con la v maiuscola. In: "Perché sono cattolico" (San Tommaso Moro) Chesterton distingue proprio verità con la v minuscola (eresie) da quella con la V maiuscola. Lo invito a leggersi o a rileggersi con attenzione il testo. Per quanto riguarda le citazioni erronee su Gilbert (dove ho documentato che anche Papa Francesco è incorso) ho visto un paio di giorni fa su Tempi (articolo di Luca Antonini) un'ennesima citazione scorretta: "verità impazzite" anziché virtù. Dato che anche l'amico Roberto Prisco ha preso parte al combattimento, ricordo a tutti i chestertoniani che i Gruppi Chestertoniani Veronesi (con la V maiuscola, anche in senso patriottico)è sorto tanti anni fa da discussioni filosofiche (entrambi, io e Prisco, ci siamo conosciuti e abbiamo frequentato per anni la Scuola di Filosofia a Verona) intorno a lui. 
Dico questo perché ho sempre ritenuto Chesterton un grande maestro del pensiero, al contrario, mi duole dirlo, di Papa Francesco (tanto per restare nel tema caro a Monda). Un'ultima considerazione, caro Monda: come fai ad accettare un ring (seppur metaforico) se non sei pugnace come il nostro Gilbert o come tanti suoi eroi (Dalroy, Adam Wayne, Evan Mc Jan)?

Fabio Trevisan

Risponde di lì a poco (un'oretta, ragazzi) Andrea Monda, che preliminarmente invoca Gulisano, persosi nei marosi della discussione [fantastico! ;-)]:

Ma ci siamo persi Gulisano! 
ma non possiamo rispondere sul blog? Marco, arbitro di questo ring, dicci tu le regole che noi obbediremo! (va bene anche così, dice l'arbitro, che tutto sommato si diverte, ndr)

Dunque, caro Fabio, parto dalla fine: 

1) non sono pugnace per indole, ma accetto questo ring, anche per amore della verità (se vuoi ce la metto questa maiuscola, è che non credo molto in me stesso, mi conosco bene..). Del resto anche Gilbert amava il paradosso, sua grande arma dei suoi sconti, ma mai il paradosso per il paradosso e poi lui amava gli avversari, e non cercava lo scontro per lo scontro, ci si trovava dentro e faceva la sua parte. Anch’io nel mio piccolo mi ci sono ritrovato ed eccomi qua, a com-battere (importante è quel com- ovviamente, con, non contro);

2) sull’articolo di Valli ho già scritto nel mio pezzo di Avvenire, mi piacerebbe che si partisse da lì, analizzandolo e, se del caso, contestandolo. Non basta dire: non sono d’accordo con Monda, trovo condivisibile Valli, bisognerebbe anche argomentare le proprie affermazioni;

3) questo Papa sarà il Papa che beatificherà - se ci saranno gli estremi - il nostro Gilbert, è la sua intenzione e non è un caso, c’è un legame stretto tra il mondo di GKC e quello di Bergoglio, un legame che sa di umiltà, gioia, vitalità.. insomma è quasi imbarazzante spiegare l’ovvietà, non trovate?

4) si può citare Gilbert alterando lievemente qualche parola (anche Chesterton quando cita non è mai preciso, non mette mai fonti, date..) e non mi sembra il caso di fare esercizi pretestuosi di filologia, quello che è importante, per un Papa, è “citare" precisamente il Vangelo, che è quello che questo Papa sta facendo. Non cadrei insomma nella “venerazione” di GKC, sarebbe un ulteriore torto inflitto al buon Gilbert.

Resto in attesa di analisi, ben argomentate, che contestino nel merito quanto da me scritto su Avvenire e vi ringrazio per tutta questa attenzione, regalandovi anche questo articolo, di cui mi ero dimenticato (sono sbadato peggio di Gilbert!), da me scritto ante litteram, al di sopra (e prima) di ogni sospetto, giusto 3 anni fa.. avevo già pre-sentito tutto quello che sarebbe successo: 

ciao ciao!
andrea

Preciso come una spada non molla, Fabio Trevisan e riprende la faccenda a circa un'oretta e mezza dall'affondo di Andrea Monda:

Rispondo ai punti sollevati da Andrea Monda:

1) io sono pugnace per indole, tanto che (lo possono testimoniare mia moglie e le mie 4 figlie) ogni mattina mi vestirei da crociato! Ricordo che Chesterton scrisse: "Non si può amare una cosa se non si desidera combattere per essa";
2) sarai soddisfatto su questo punto. Nel prossimo numero di Riscossa Cristiana analizzerò il tuo pezzo su Avvenire e quello di Valli;
3) non trovo questo legame stretto tra GKC e Bergoglio (anche su questo risponderò nel dettaglio). Non è affatto ovvio, come tu affermi;
4) alterando le parole si altera il senso, lo si sa bene. Certamente non bisogna confondere la filologia con la filosofia. A quest'ultima io tengo molto, avendoci dedicato decine d'anni ed essendo sorto in questo contesto il gruppo dei Chestertoniani Veronesi. Trovo poi contraddittorio che si pretenda di beatificare colui che non si può venerare!

A me sembra di aver ampiamente argomentato su Chesterton (nei miei libri, nelle rubriche quindicinali che curo e, se vuoi, anche sul blog dell'uomovivo curato da Marco Sermarini).
Caro Monda, da parte mia ti assicuro che sarai pienamente soddisfatto nelle critiche a quanto da te scritto su Avvenire ed in precedenza.

Buona giornata,

Fabio


A caldo, ma davvero, cioè di lì ad una ventina di minuti, Andrea Monda nuovamente torna a commentare ed argomentare:

Giusto! "com-battere PER essa”,  Con e Per, buoni preposizioni, mi piacciono.

Il legame GKC-Bergoglio continua ad apparirmi evidente.. mi toccherà COM-battere PER dimostrare che l’erba è verde, ci sto..

Sulla venerazione del “verbo chestertoniano”, mi viene in mente quello che diceva Gilbert sull’intelletto (lo ritrovi nel mio articolo di 3 anni fa che ti ho postato): Ciò che comunemente chiamiamo mondo intellettuale si divide in due categorie di persone: coloro che venerano l’intelletto e coloro che lo usano. Vi sono eccezioni, ma, solitamente, non si tratta mai delle stesse persone. Coloro che usano l’intelletto non lo venerano, lo conoscono troppo bene. Coloro che venerano l’intelletto, non lo usano, come è dimostrato dai discorsi che fanno quando ne parlano”. 

E ricordiamoci che in amore non contano le parole, conta la musica... la musica di Gilbert è, direi, una “scossa cristiana”, proprio come quella di Bergoglio, non certo una ri-scossa.  In effetti, "Riscossa cristiana”, strano titolo..dove e quando avevamo perso?

A presto, scappo a scuola a fare le mie lezioni catto-chestertoniane!
andrea

E per oggi stop!

Marco Sermarini

lunedì 5 dicembre 2016

Chesterton, il Papa, giacchette e citazioni - 2

Facciamo un minuto il punto del match (quest'immagine del ring mi piace, è divertente e allegra, anche perché immaginare i protagonisti del match su un vero ring...).

Andrea Monda scrive l'articolo che trovate qui:

http://uomovivo.blogspot.it/2016/12/chesterton-il-papa-giacchette-e.html

Sempre in quel collegamento trovate la risposta pubblica (tramite un articolo) di Paolo Gulisano e successivamente quella di Fabio Trevisan.

Andrea ha poi commentato (come avevo richiesto) in calce al post dove sono riportati i tre articoli, ma per precisione preferisco rimettere il commento di Paolo qui di seguito, visto che sia Paolo che Andrea e successivamente anche Roberto Prisco, hanno preferito mandare per email i loro ulteriori contributi che trovate tutti qui di seguito.

Detto questo, se ritenete, potete ulteriormente intervenire a vostro piacimento.

Marco Sermarini

Ringrazio Marco Sermarini per avere allestito questo "ring" per discutere sul Papa e su Chesterton. Penso che entrambi, il Papa e Chesterton, ne sarebbero contenti: entrambi infatti sono tipi "pugnaci", amano gli amici, i nemici e anche i semplici avversari; le avversità sembrano "ricaricarli", quindi direi, discutiamo pure, "av-versiamoci" ma continuiamo a "con-versare". Ora a Trevisan non dovrei rispondere visto che lui scrive che è bastato l'articolo di Paolo Gulisano a mettermi a posto, ma intanto vorrei chiedere a Trevisan: quando scrivi che: "Mai Chesterton si sarebbe scagliato contro la Verità, la dottrina, il dogma.." a parte l'uso della maiuscola di cui mi sfugge il motivo, ma non capisco: alludi forse al fatto che il Papa si sia scagliato contro le tre suddette entità? e quando di grazia? affermazioni pesanti le tue, non trovi? ma forse ho capito male. Sull'articolo di Gulisano tornerò più in là, dopo una pausa che, ha ragione Marco, è qualcosa di prezioso. A entrambi comunque faccio presente che se nel mio articolo non faccio nomi è solo per rispettare l'ordine datomi dalla direzione di Avvenire, quotidiano che ha ospitato la mia riflessione. Ma i nomi, in privato, ve li ho già fatti.. sarebbe stato ridicolo inventarmi una polemica sul nulla, giusto? chi mi conosce sa che io, al contrario di Gilbert e Jorge Mario, non sono per nulla un tipo pugnace e tantomeno polemico.

Andrea Monda

Caro Andrea,

ho letto dai tuoi commenti che non ti è chiaro chi sia l'amico chestertoniano (o sedicente tale, perchè Gilbert certe cose non le avrebbe condivise) che attacca Benedetto XVI. Purtroppo devo rivelarti che è Edoardo Rialti. Dico purtroppo perchè a Edoardo voglio bene, lo scoprii proprio io anni fa quando era un semplice studente, lo feci pubblicare io, e te lo presentati sempre io. Prego sempre per lui perchè possa tornare a quella pienezza di vita di Fede e di Grazia che sembra aver lasciato. Edoardo  ha attaccato Benedetto XVI sul suo blog,  accusandolo di avere ribadito nel corso del suo magistero che gli atti omosessuali rappresentano un disordine morale e chi li compie fa peccato. Questa peraltro non è una "pensata" di un Ratzinger cattivo, ma è quello che la Chiesa sostiene da 2000 anni. Edoardo contrappone al "Ratzinger cattivo" un "Bergoglio buono" che a suo avviso sarebbe favorevole alla legittimazione degli atti omosessuali.
A me spiace tanto che Edoardo la pensi così, e che abbia detto delle cose cattive verso un papa che, tu Andrea ben lo sai perchè ne scrivesti un bellissimo profilo biografico, è un uomo di grandissima bontà. Mi addolora che Edoardo, per questioni unicamente di tipo sessuale, abbia assunto queste posizioni, che oggettivamente lo allontanano assai dalla visione e dallo spirito di GKC.
Se Valli ha - secondo te - attaccato il papa, che dire di queste asprezze di Edo verso il papa?
Cerchiamo di essere uomini buoni, come diceva il Nostro.
Scusatemi per il tempo che vi ho sottratto e che Dio vi benedica.

Paolo Gulisano

Ma Edoardo cita Chesterton contro Benedetto XVI? mi pare di no, allora che c’entra citare il suo pezzo o serviva solo per dire che i miei vecchi amici sono anti-papali? e che quindi io non posso parlare in difesa del Papa se poi i miei amici sono i primi a criticarli... un ragionamento a dir poco contorto, non trovi? visto che poi, tra l’altro, la responsabilità è sempre personale.. 
A me sembra evidente che Aldo Maria Valli, vaticanista della prima rete nazionale, negli ultimi tempi non risparmi asprezze e commenti taglienti contro questo Papa, l’ultimo, in salsa chestertoniana, è solo l’ultimo appunto. La cosa mi ha sorpreso e addolorato, conoscendo e stimando Aldo Maria.  E mi ha sorpreso perché, come ho scritto nel mio articolo (che però nessuno qui, a parte Marco, ha voluto analizzare nel merito e magari contestare), non c’è Papa che più mi ricorda Gilbert (anzi Innocent) e penso che sarà proprio questo Papa che, coronando il suo sogno, potrebbe riuscire a portare a termine il processo di beatificazione di Chesterton, come ha richiesto a suo tempo come arcivescovo di Buenos Aires.
Un abbraccio grande, e buona domenica referendaria a tutti!

Andrea Monda

Mi sembra che sia inutile discutere dell’articolo di Andrea Monda. Infatti accusa degli anonimi di non aver capito che tra il pensiero di Chesterton e quello del Papa attualmente regnante non ci sarebbe contrasto. Per il metodo seguito, che consiste nel confrontare le loro posizioni su valori generici come l’amore per il paradosso, per la gioia ecc., non può che dire cose non criticabili a causa della loro vaghezza. Per inciso con questo metodo si potrebbero avvicinare al nostro anche persone dal pensiero decisamente distante come J. Borges, G.B. Shaw ed I. Calvino. 
Al contrario avrebbe dovuto riferire in cosa i critici del Papa errano nel sostenere che le loro opinioni sono sostenute dal pensiero di GKC. Su queste considerazioni si potrebbe discutere, ma sulle generiche affermazioni di Andrea Monda non è possibile.

Roberto Prisco

Condoglianze al nostro caro amico Angelo Bottone


Vittorio Giuseppe Bottone è il babbo del nostro socio, socio della Società Chestertoniana Irlandese e tante altre belle cose, e mio carissimo amico Angelo Bottone, a cui vanno le condoglianze più vive e sincere e l'assicurazione della preghiera in suffragio del caro babbo, senza il quale noi chestertoniani non avremmo avuto tante cose (in primis il nostro carissimo Angelino!) tra cui anche gli articoli (che pubblicammo primi in Italia dopo tantissimi anni di oblio) di Mons. Giovanni Battista Montini su Chesterton e i suoi San Francesco d'Assisi e Ortodossia.


In ogni caso gli mandiamo tutti un grandissimo abbraccio per alleviare con la cristiana amicizia e il cristiano suffragio l'indubbio dolore per il momentaneo distacco dal suo caro babbo.

Marco Sermarini



Hanwell (chi vuole e può capire capisce)

Dimmi con ti vai e ti dirò chi sei! Io inizierei a preoccuparmi...
Il muro di contenimento sotto di noi dice tanto...
Un applauso a Lorenzo Zappalà che ha passato tre notti a disegnarla.
Padre Brownelli gli ha promesso in premio tante birre... Se le merita tutte!!!
P.S.: Se abbiamo dimenticato qualcuno, abbiate pazienza. Ci correggeremo quando la rifaremo a colori il prossimo anno




sabato 3 dicembre 2016

Dal sito di Città Nuova

Gialli – Gilbert Keith Chesterton, "Il poeta e i pazzi. Episodi della vita di Gabriel Gale", Fuorilinea, euro 18,00 – Chi immaginava che nella sterminata produzione di Chesterton scrittore, polemista e conferenziere fossero comprese anche delle detectives stories? Pur ammirando l'eroe di Conan Doyle, Sherlock Holmes, in questi 8 racconti basati su casi criminosi da sciogliere egli inventa un protagonista lontano mille miglia dal celebre investigatore che considera solo gli indizi materiali: è lo strampalato pittore e poeta Gabriel Gale, che rifugge dai luoghi comuni ed è interpellato dall'inconsueto. La sua indagine poliziesca, per quanto fuori dai canoni, penetra più a fondo nell'anima umana ed è frutto di una ricerca spirituale. Un "giallo" che inaugura un nuovo filone, nello stile prorompente e brillante tipico dell'autore inglese.

Tratto da:

venerdì 2 dicembre 2016

Chesterton, il Papa, giacchette e citazioni

Recentemente (il 3 Novembre scorso) Andrea Monda ha firmato un articolo per l'Avvenire catalogato tra le opinioni dal titolo "Insensata pretesa di usare Chesterton contro il Papa". L'articolo è qui sotto:

https://www.avvenire.it/opinioni/pagine/insensata-pretesa-usare-gkc-contro-il-papa

Ha risposto poi il 25 Novembre Paolo Gulisano dalle "colonne" (virtuali) de La Nuova Bussola Quotidiana con un articolo dal titolo "Chi tira per la giacca Chesterton?", qui sotto:

http://www.lanuovabq.it/it/articoli-chi-tiraper-la-giaccachesterton-18147.htm

Da ultimo (12 Dicembre) c'è l'articolo di Fabio Trevisan su Riscossa Cristiana dal titolo "Date a Chesterton quel che è di Chesterton (e a Bergoglio quel che è di Bergoglio)", eccolo qui sotto:

http://www.riscossacristiana.it/langolo-di-gilbert-k-chesterton-grandezza-e-attualita-di-uno-scrittore-cattolico-rubrica-quindicinale-di-fabio-trevisan-011216/

Sono tutti e tre amici chestertoniani che discutono o almeno fanno eco ad una serie di questioni sollevate da Andrea Monda. Riteniamo utile metterli tutti insieme a vostra disposizione perché serenamente si discuta. 
Chi vuole può intervenire attraverso i commenti (che sono moderati dalla redazione e che quindi non avranno il carattere del "botta e risposta" che tanto piace a qualcuno che ha tossine da spurgare, ma molto meno a noi che stiamo dietro a questo blog, che invece amiamo la discussione pacata e tranquilla, calda, anche animata ma mai con lo stile da mercato delle vacche tanto diffuso nei social network, e che poi non è che stiamo ventiquattro ore al giorno puntati sul macchinario a leggere i commenti… Poi le pause facilitano le discussioni: si riflette, si medita, si pondera, non si sbrocca!).

Quindi adesso il ring è organizzato… ;-)

In questo articolo si parla di altro ma anche (bene) di Chesterton

https://bombacarta.com/2016/11/30/lantico-istinto-del-meraviglioso/

giovedì 1 dicembre 2016

Just printed... che cosa aspettate?

Solo su www.pumpstreet.it

Un aforisma al giorno (da La Divina Poltrona...)

I più formidabili filosofi liberali hanno definito tristi i monaci perché si negavano i piaceri della libertà e del matrimonio. Tanto valeva chiamare tristi quelli che viaggiano nei giorni di vacanza perché, di regola, si negano i piaceri del silenzio e della meditazione. C'è però a portata di mano un esempio più semplice e incisivo. Se mai accadesse che l'apparato dell'atletica inglese scomparisse dalle scuole e dalle università, se la scienza fornisse qualche maniera nuova e non agonistica di migliorare il fisico, se l'etica pubblica si convertisse a un atteggiamento di totale disprezzo e indifferenza verso il sentimento chiamato sport, allora è facile vedere quel che accadrebbe. Gli storici del futuro semplicemente affermerebbero che nei giorni bui della regina Vittoria giovani uomini a Oxford e Cambridge erano sottoposti a una orrenda sorta di tortura religiosa. Era loro proibito, da bizzarre regole monastiche, di concedersi vino o tabacco durante certi periodi di tempo fissati arbitrariamente, prima di certi brutali scontri e festeggiamenti. I bigotti insistevano a farli alzare a orari inumani e a farli correre energicamente intorno ai campi senza alcuno scopo. Molti uomini si rovinarono la salute in questi covi di superstizione, molti vi perirono

Gilbert Keith Chesterton, San Francesco, in La Divina Poltrona

Questo, come qualcuno erroneamente potrebbe pensare, non è tratto dal San Francesco d'Assisi ossia dalla biografia scritta da Chesterton, ma dal breve profilo che Chesterton ne tracciò prima della conversione sull'Illustrated London Newse che finì in Twelve Types. Un po' di storia e filologia non guastano e tengono sempre in luce l'argomento Chesterton, sempre facile ad argomentazioni un po' comode e fantasiose.